Richard Gere a 70anni ancora protagonista della nuova serie Sky Atlantic

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Cè sempre una prima volta, una nuova sfida da affrontare, un’esperienza inedita da vivere. Anche se non si è giovanissimi e si hanno i capelli tutti bianchi. Lo sa bene Richard Gere, che a settantanni, quasi 71 (li compie a fine agosto), debutta con un ruolo da protagonista in una serie Tv.

Si tratta di MotherFatherSon, un intenso thriller sulle dinamiche del potere e sulle non meno difficili relazioni familiari, scritto da Tom Rob Smith, già dietro il successo di American Crime Story: L’assassimo di Gianni Versace, al via dall’8 giugno alle 21.15 su Sky Atlantic e Now Tv, disponibile on demand.

Otto puntate di sessanta minuti luna in cui rUfficiale gentiluomo – per definirlo con il titolo di uno dei film che hanno reso Gere leggendario, il sex symbol mondiale – interpreta il glaciale, spietato e ricchissimo magnate Max Finch, perfetto esempio di self-made man. Un ruolo in cui si è buttato a capofitto, con l’entusiasmo del ragazzino. «L’età non significa molto per me: mi ha solamente insegnato ad apprezzare il posto modesto che occupo nell’universo», ha detto.

Ma con ogni probabilità questa avventura Tv resterà un unicum: «Le riprese sono durate sei mesi, come fare quattro film indipendenti, sempre restando lo stesso personaggio. È un cosa troppo lunga per me. Non credo che lo farò di nuovo», ha dichiarto Gere. Motivo in più per guardare la nuova serie. Sul piccolo schermo Richard-Max è una vera potenza dei media, in grado di influenzare le elezioni e plasmare la discussione politica statunitense. Si trova in procinto di lasciare il suo impero al figlio Caden (Billy Howie), già a capo del National Reporter; uno dei giornali dell’impero di famiglia.

Il peso di un’eredità così gravosa e le enormi aspettative del padre, duro e inflessibile, faranno sprofondare il rampollo in un vortice di rabbia e risentimento che avrà ripercussioni drammatiche sia sulla stabilità del colosso mediatico del padre sia sulla vita privata di entrambi. A complicare le cose ci penserà l’ex moglie Kathryn Villiers (Helen McCrory, la memorabile Narcissa Malfoy della saga di Harry Potter): cacciata di casa a seguito della richiesta di divorzio da parte di Max, d’improvviso si riavvicinerà alla famiglia. Le vicende personali, poi, sono mescolate a una sottotrama di genere criminale, che conferisce alla storia vibranti tinte noir. Insomma, c’è da rimanere con il fiato sospeso.

Fila invece tranquilla la vita reale di Gere. L’attore è felice, appagato, sereno. Circa un mese e mezzo fa ha dato il benvenuto al secondo figlio avuto dalla terza moglie Alejandra Silva, l’imprendi- trice e attivista politica spagnola figlia di Ignacio, ex presidente del Real Madrid, sposata nella primavera del 2018. A dare la notizia in esclusiva è stato il magazine Mota!, secondo cui il bambino, un maschio, sarebbe nato negli Stati Uniti, dove i coniugi Gere vivono con il primogenito Alexander, venuto alla luce a febbraio dello scorso anno. Nessuna indiscrezione ulteriore sulla data di nascita del bebé né sul nome, ancora oggi avvolto nel mistero.

Certo è che la famiglia ha trascorso il lockdown a Pound Ridge, nella tenuta di lui appena fuori New York. E la che la coppia, qualche settimana dopo la cerimonia di nozze, aveva festeggiato il “sì” invitando parecchi monaci tibetani, perché il protagonista di Pretty Woman è da decenni un buddista praticante e un attivo sostenitore della figura politica del Dalai Lama. Alejandra, cresciuta cattolica, si è convertita alla religione del marito prima di giurargli amore eterno. «Credo che il buddismo fosse già dentro di me», ha detto all’epoca.

Sia lei che Richard erano già genitori prima di formare insieme una famiglia. Alejandra è madre anche di Albert, 8 anni, avuto dall’imprenditore Govind Friedland, con cui i rapporti non sono rimasti sereni dopo la separazione, lui di Homer, vent’anni, unico figlio nato dal matrimonio con la collega Carey Lowell, durato dal 2002 al 2016. Nel passato di Gere c’è anche il matrimonio, celebrato nel 1991, con Cindy Crawford e conclusosi quattro anni dopo, nel 1995.

L’incontro tra YAmerican gigolò e la Silva avvenne al 2014, sulla costiera amalfitana. Entrambi stavano dicendo addio ai rispettivi partner. «Richard conosce la mia famiglia da anni. Quando ero ancora una bimba chiese in prestito una barca a mio padre per girare una pubblicità», ha raccontato la donna in una delle rare interviste. «Quando l’ho rivisto a Positano gli ho ricordato quella storia. Il nostro karma ci ha uniti appena ci siamo visti perché ci siamo già conosciuti nel corso di tante altre vite. O almeno questo è quello che crediamo entrambi». E lui: «Sono l’uomo più fortunato dell’universo».

Da allora vivono insieme, in barba alla differenza d’età, ben 34 anni. Hanno protetto il loro amore, preferendo le serate a due agli eventi mondani. Poche e dosate le dichiarazioni. L’ultima, dopo un lungo silenzio, è arriva dal profilo Instagram della Silva, per celebrare i due anni di matrimonio, il 5 maggio: «Oggi è il giorno che ho sposato l’uomo più meraviglioso che abbia mai incontrato, so che suona come un cliché ma è vero», ha scritto a corredo delle immagini delle nozze. «Quest’uomo è l’amore della mia vita».

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