Spal – Milan, dove e come vedere la partita

La gara Spal – Milan verrà trasmessa questa sera in diretta TV da Sky sui canali Sky sport Serie A al numero 202 e 249 del satellite ed ancora numero 473 e 483 del digitale terrestre e Sky Sport al numero 251 del satellite. Coloro i quali invece sono abbonati alla TV satellitare potranno seguire la partita anche in diretta streaming attraverso Sky Go, che si può utilizzare o su PC e su network ma anche su dispositivi mobili come tablet e smartphone. In questo caso però bisognerà utilizzare o il sistema Android Oppure quello iOS. Esiste anche un altro modo per poter Seguire la partita, ovvero in streaming acquistando un pacchetto su Now TV che è il servizio live e on demand di Sky che dà la possibilità quindi di poter acquistare l’evento che si vuole seguire.

Gongola, Stefano Pioli. E ben che fa visto tutto quello che ha dovuto subire, a fronte di tutto ciò che sta facendo. Il Milan lo ha messo in un angolo già nello scorso dicembre, incurante del fatto che fosse dovuto subentrare in una situazione oggettivamente complicata e che diversi giocatori non avessero ancora capito bene dove fossero arrivati. No, la bocciatura è arrivata inesorabile dopo nemmeno due mesi di lavoro: certo non facili, sicuramente non trascendentali, anche sotto il profilo del gioco oltre che dei risultati. Ma dire che forse c’è stata un po’ di fretta, è più che legittimo. Dire che forse qualcuno starà cominciando a farsi delle domande, anche in seno al Milan, potrebbe non essere così azzardato. Domande che avranno una sola risposta, sia chiaro (comunque arriverà Ralf Rangnick), ma se non altro il tallo del dubbio comincia a fare capolino in qualche cervello pensante. E allora è giusto che Pioli gongoli, visto che dalla ripresa del calcio giocato a oggi ha vinto in scioltezza due partite su due in campionato e in Coppa Italia ha costretto sullo 0-0 la Juventus pur giocando in dieci contro 11 per più di un’ora, sfiorando così una clamorosa qualificazione alla finalissima.

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Dal momento che Pioli aveva messo nel mirino la Roma, come obiettivo di classifica, ricevendo i sorrisi ironici di quasi tutti, compreso chi scrive, e adesso invece si ritrova a soli 6 punti dai giallorossi, con ancora 10 partite da giocare (e con gli scontri diretti favorevoli), è ovvio che fermarsi adesso non avrebbe alcun senso. A prescindere dagli eventuali rimpianti che potrebbero scatenarsi ora che la classifica regala qualche soddisfazione in più: «Se non siamo riusciti a fare punti – spiega Pioli – si vede che qualche mancanza l’abbiamo avuta. Per far crescere la squadra ci vuole tempo, c’è voluto lavoro e sacrificio per portare avanti le nostre idee. Ma non è il momento di guardarci indietro. Ora abbiamo un tour de force importante con 30 punti a disposizione. Dobbiamo vivere questo momento con concentrazione». Di certo, il trend è positivo e può davvero portare il Milan in Europa, magari da qualche porta meno secondaria rispetto a quella che ci si attendeva: «Due punti a partita è un’ottima media. Riuscire a tenerla sarebbe positivo, poi vedremo se basterà per conquistare la qualificazione in Europa. Dobbiamo solo pensare a una partita alla volta. Contro la Spai, tanto per cominciare, servirà grande attenzione e concentrazione, perché sarà una gara complicata che andrà affrontata con determinazione». Quando prima si accemiava a un Pioli “gongolante’,’ si faceva ovviamente riferimento al periodo che sta vivendo il suo Milan. «Anche in altri momenti abbiamo fatto bene, ma non abbiamo ottenuto i risultati. Dobbiamo continuare così, sono soddisfatto della vittoria contro la Roma, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Dobbiamo dimostrare ogni volta di poter battere chiunque».

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I SINGOLI
In una squadra che ha svoltato, l’opera dell’allenatore è certamente fondamentale. Tuttavia anche l’apporto dei singoli acquisisce una funzione importante. «Calhanoglu è un grande giocatore, lo sto stimolando per diventare un giocatore ancora più determinante. Ha tutto per fare bene: corre, ha qualità, secondo me è arrivato il momento per lui di diventare un top player. Per me lui è un leader sia tecnico che morale, ma questo lo devono riconoscere soprattutto i suoi compagni». Anche Donnarum- ma e Rebic meritano un questa fase una citazione speciale: «Nello spezzone di gara a Cagliari, ai primi di gennaio, ho capito che Rebic poteva fare bene. Lui ci ha messo tanto del suo, sono felice del suo atteggiamento, deve essere da esempio per tutti. Anche se prima è stato impiegato poco, ora si ritagliato il suo spazio. E’ questa la mentalità
Ì giusta. Quanto a Gigio, il portiere deve tenere sempre pronta la squadra. Non so se sia il miglior portiere del mondo come ha detto Maldini, ma sicuramente è tra i primi tre. Io ho fatto il difensore e so cosa vuol dire avere dietro un portiere che ti sprona. Lui deve continuare così».

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