Redazione 5 Settembre 2020

Burbero e con la battuta pronta, ma dotato di una grande umanità. Claudio Amendola dice di «riconoscersi» in pieno nell’ispettore Carlo Guerrieri, protagonista della fiction Nero a metà che, dal 10 settembre, torna in prima serata su Raiuno con la seconda stagione. «E un uomo in cui metto tutto me stesso. Del resto, questa storia è stata scritta pensando anche un po’ a come sono io nella realtà», racconta l’attore e regista romano, sposato con l’attrice Francesca Neri da cui, nel 1999, ha avuto un figlio, Rocco. Che è arrivato dopo Alessia e Giulia, avute dalla ex moglie, l’interprete Marina Grande.

Claudio, che cosa ti a- spetti da questa seconda serie? «Mi sbilancio e penso che questa seconda stagione, come del resto la prima, riceverà grandi consensi da parte del pubblico televisivo, perché unisce la tensione del giallo ai sentimenti».

Come ritroveremo il tuo Carlo Guerrieri? «Assolto dalle accuse che lo volevano implicato in un omicidio, promosso a capo della squadra investigativa di Rione Monti e affiancato, come sempre, da Malik Soprani, a sua volta promosso a vice ispettore. Tra i due c’è una buona intesa professionale, ma sempre qualche frizione sul fronte privato perché Malik non ha dimenticato la sua storia d’amore con mia figlia per fiction, l’anatomopatologa Alba, che lo ha allontanato per un tradimento. Ma nella vita di questi due ragazzi, così come in quella di Carlo, arriveranno persone nuove. Insomma, la confusione sentimentale è protagonista».

Quindi, il tuo personaggio sarà alle prese con un nuovo amore? «Diciamo che Carlo vacillerà. Alla fine della prima serie aveva ufficializzato la sua relazione con l’edicolante Cristina, con cui in queste nuove puntate sta organizzando le nozze. Ma l’incontro con una donna, l’ispettrice di polizia Marta Moselli, interpretata da Nicole Grimaudo, provocherà un terremoto emotivo».

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Come mai? «Perché questa donna è in grande difficoltà: vive un e- norme dolore a causa della perdita del figlio e l’ispettore Guerrieri ha un animo sensibile, un’umanità molto forte. Vuole aiutarla a scoprire la t verità sulla scomparsa del  ragazzo e questo li avvicinerà anche di più di qualche lui avrebbe mai  potuto immaginare».

A proposito di donne: nella storia è in primo piano il rapporto tra il tuo personaggio e la figlia Alba. Nella vita reale, i tuoi ragazzi quanto sono centrali per te? «Sono molto importanti, come lo sono anche i nipoti: li metto al centro della mia vita, insieme a mia moglie Francesca. Certo, mi piacerebbe vederli più spesso, ma purtroppo sono impegnato con il lavoro. Tutti loro, comunque, sono il segreto della mia felicità».

Negli ultimi mesi, l’emergenza sanitaria ha cambiato le abitudini di tutti noi. Hai trascorso le vacanze tranquillamente? «Ho trascorso le vacanze con mia moglie in una piccola casa che abbiamo a Levico Terme, in Trentino. Ci siamo concessi solo lunghe passeggiate e siamo stati tra noi. E, prima di tornare sul set del film Come un gatto in tangenziale 2, con Paola Cortellesi, ho fatto il tampone».

Parlaci dei tuoi prossimi progetti. «Dovrei girare come regista il film cassamortari, le cui riprese erano state sospese per il Covid. A gennaio, invece, sarò sul set della terza stagione di Nero a metà».

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