Gemma Galgani è l’indiscussa protagonista fin dalla prima edizione di Uomini e Donne Over di Maria De Filippi. Qui è arrivata grazie alle sorelle, che lei adora, e che l’hanno «iscritta al programma perché stava attraversando un momento particolare».

È stata direttrice del teatro Alfieri di Torino, si occupa ancora oggi di teatro, sua grande passione. Si sente molto giovane («Non ho ancora deciso di stare sulla sedia a dondolo», dice), ha deciso di fare un lifting, crede nell’amore, parte significativa della sua vita.

Il suo sogno nel cassetto è «trovare una persona con cui condividere una strada ricca d’amore, romanticismo, per assaporare insieme albe e tramonti». Gemma è un concentrato di infinito. Chi è Gemma Galgani? «Una che la mattina apre le braccia al nuovo giorno con la consapevolezza che è un gran regalo per me».

Fuori dagli studi tv come si svolge la tua vita? «Ho tantissima energia. Lamia giornata si suddivide tra il programma e il teatro. La mattina faccio un giro in bici, ho un meraviglioso parco davanti casa, poi vado in teatro. Quando sono a casa la maggior parte del tempo lo dedico al mio lavoro. A volte, porto da mangiare agli animali randagi. Ho il motore dell’entusiasmo sempre acceso».

Sei molto attiva sui social, cosa condividi coi tuoi follower? «Anche se non sono tecnologica, condivido il mio quotidiano, i momenti belli, frenetici, tristi, ciò che vivo. Mi seguono con affetto soprattutto i giovani, loro mi fanno sentire viva con la loro freschezza».

Secondo te perché hai tanti seguaci giovani? «Metto il cuore nelle cose che faccio, condividono le mie esperienze, i miei valori, questo ai giovani piace, interessa, coinvolge». Ci sono commenti che apprezzi e ricordi? «I post più belli li ho ricevuto da alcune ragazze che mi hanno detto: “Gemma condividiamo il tuo credere assoluto nell’amore”.

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La sera mi mandano sempre tanti saluti, la buona notte, mi riempiono di coccole virtuali anche se sono sconosciuti». Mai ricevuto attacchi? «Assolutamente sì! C’è tanta aggressività che si manifestata con cattiveria, come fosse una proiezione freudiana. Non potendo dare un aspetto di se stessi, stanno lì a evidenziare la parte peggiore di loro stessi proiettandola su di me… come li chiamano, leoni da tastiera? Sono più leonesse da tastiera, hanno un astio profondo perché non hanno entusiasmo».

Ti sei sposata a 20 anni con un uomo più giovane. È durata pochi mesi. «Tesoro, non era tanto più giovane: lui aveva 19 anni, io 20. Mi sono sposata nel ’70, i 20 di allora avevano un valore diverso». Dove vi siete incontrati? «È stato un colpo di fulmine in un’estate birichina. Ero a Moneglia (Genova, ndr) in vacanza con la famiglia.

Mio marito Francesco, aveva lo stesso soprannome, Dedo, di mio padre Alfredo. Al tramonto, la sera, è stata una cosa incredibile. Un incontro romantico vicino a una chiesetta su una collinetta. Uno sguardo interminabile con cui ci siamo detti tutto. Un vocabolario d’amore.

Ha avuto così tante parole che poi si sono tradotte nel matrimonio. Ci siamo conosciuti ad agosto, sposati a dicembre, scombinando il Natale di tutti. Francesco è stato il grande amore della mia vita». I tuoi come hanno preso le nozze? «Non erano favorevoli. Ci hanno lasciato fuori casa, abbiamo vissuto in macchina assieme a un gattino. È stata un’avventura bellissima». Ci si può innamorare a 70 anni? «Siiì! Non importa l’età anagrafica, bisogna vivere con la convinzione che l’amore arrivi.

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L’amore arriva così: senza bussare alla porta». Ti sei innamorata tante volte? «Ho avuto tante storie, per me il cuore non conosce ragione. Scelgo sempre la via del cuore. Quando l’amore arriva è importante condividere quell’irrefrenabile istinto che è un insieme di anime». Perché hai fatto il lifting? «Non mi sentivo più a mio agio. La mia età anagrafica non corrispondeva a quella del mio temperamento. Negli ultimi tempi questa situazione mi stava creando incertezze, disagi, così in un attimo ho preso il coraggio, mi sono detta: “voglio ritrovare quell’armonia che ho nell’animo”.

Non ho detto nulla a nessuno, nemmeno alle mie sorelle». Quando ti sei vista per la prima volta in tv cosa hai provato? «È stato doppiamente emozionante perché non ho voluto vedermi prima, durante la convalescenza, avevo paura che il post-operatorio potesse demoralizzarmi. Volevo stare in compagnia della mia fantasia fino a che non sono tornata in tv». Consiglieresti il lifting? «Sì. Un lifting come ilmio non cambia nulla della morfologia del viso, dell’espressione. Il viso, si dice, è il primo biglietto da visita».

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