Nel quartiere di Acacias, fulcro principale delle vicende di Una vita, succede davvero di tutto. La soap opera, in onda su Canale 5 dal 2015, da allora non smette di fare incetta di successi.

Ad oggi, sono infatti oltre 1.300 le puntate prodotte, che continuano a regalare ai telespettatori numerosi colpi di scena. Tra amori ostacolati, omicidi efferati, morti improvvise e storyline più leggere per allentare la tensione delle trame drammatiche, Acacias 38 sa far breccia nel cuore del pubblico. Merito di un cast affiatato e di scelte narrative al passo coi tempi, nonostante l’ambientazione di un secolo fa.

In Italia, stiamo attualmente vedendo i personaggi destreggiarsi tra gli usi e costumi del 1913, mentre nella penisola iberica i protagonisti sono alle prese con l’inizio del primo grande conflitto mondiale. Questo non impedisce però agli autori di affrontare tematiche, come l’omosessualità o l’emancipazione femminile, in grado di generare una riflessione in chi guarda.

Nata da un’idea di Aurora Guerra e Miquel Peidro, già autori della fortunatissima Il segreto, Una vita ha trovato la sua forza principale in due dark lady cattivissime: Cayetana Sotelo Ruz (Sara Miquel) e Ursula Dicenta (Montse Alcoverro). Disposte a tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote ai protagonisti principali, German (Roger Berruezo) con Manuela (Sheyla Fariña) e Mauro (Gonzalo Trujillo) con Teresa (Alejandra Meco) in primis, le antagoniste non si sono fatte mancare proprio nulla e non hanno esitato a spargere sangue per tutto il rione. Un po’come hanno fatto i loro successori, Samuel Alday (Juan Gareda) e Genoveva Salmeron (Clara Garrido).

Quella di Una vita è una storia che ha saputo rinnovarsi di anno in anno, senza mai perdere i suoi elementi cardine, e che ha riscritto alcuni canovacci classici del genere: ad esempio, l’amore tra Telmo (Dani Tatay), di professione sacerdote, e l’ereditiera Lucia (Alba Gutierrez) è stato ispirato da Uccelli di Rovo, un vero e proprio cult degli anni ’80, ma ha virato presto su sfumature più noir, consegnando al pubblico una delle coppie più amate della telenovela.

Spesso criticata per la crudezza delle trame, in cui il lieto fine si vede poco o niente, Acacias 38 ha davvero offerto un’ampia gamma di storie: dall’amore impossibile, per via della classe sociale diversa, tra il garzone Pablo (Carlos Serrano Clark) e la borghese Leonor (Alba Brunet) alla follia di Celia (Ines Aldea), che è stata capace di soffocare con un cuscino la sua migliore Trini (Anita Del Rey).

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Passando per l’iconico addio di Cayetana, rimasta intrappolata tra le fiamme di un incendio divampato nella sua casa, innescato da una bomba posizionata lì da Ursula. Storie dove gli autori hanno sempre saputo osare, non risparmiando la morte nemmeno a diversi bambini: dalla neonata Inocencia, caduta da un altissimo campanile per colpa di uno spasmo involontario del padre Justo (Iago Garcia) che la teneva in braccio, a Tirso e Carlota (Andrea Lopez), quest’ultima uccisa “accidentalmente” dalla madre Cayetana, che stava alterando uno sciroppo con del veleno per farla ammalare e costringere il marito German a tornare da lei.

Nel corso delle tante puntate andate in onda, Una vita ha dato spazio persino ad amori LGBT+, vale a dire omosessuali. In questo senso, sono un esempio Marco (Nacho Montes) e Claudio (Jaime Olias), che però non hanno potuto stare insieme per sempre a causa di un’epidemia di tifo che ha portato al decesso del primo. Nei prossimi mesi, gli italiani cominceranno inoltre a familiarizzare con il volto di Maite Zaldua (Ylenia Baglietto), un’insegnante di pittura che saprà conquistare la giovane Camino Pasamar (Aria Bedmar). Amatissime dal pubblico dei social, le “Maitino” sono diventate virali in gran parte del mondo e hanno ottenuto un cospicuo numero di fan persino in Argentina, Messico, Cile e Brasile.

Prima del lieto fine che le porterà a trasferirsi a Parigi, le due donne dovranno quindi sfidare le convenzioni del tempo e le malelingue dei conoscenti, non disposti ad accettare l’amore puro e semplice tra due donne. Tanti ostacoli si interporranno, dunque, nel loro cammino e Camino troverà una nemica in mamma Felicia (Susana Soleto), che la condannerà ad un matrimonio infelice con Ildefonso Cortes (Cisco Lara) pur di non “consegnarla” a Maite, che farà addirittura arrestare per oltraggio al pudore.

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Un amore forte e invincibile, quello delle “Maitino”, che ha convinto La 1, la rete spagnola dove va in onda la soap, ad investire per la realizzazione di un podcast vocale per spiegare al pubblico com’è proseguita la storia tra le due innamorate appena sono arrivate in Francia. Una svolta narrativa che ha coinvolto in prima persona Aria Bedmar: l’interprete di Camino, nella vita reale, è infatti felicemente sposata con la sua Kenzy.

Una volta che Il segreto arriverà alla sua conclusione, Una vita sarà inoltre l’unica produzione spagnola presente nel palinsesto di Canale 5. Anche se per il momento è stato interrotto il serale su Rete 4, la soap continua infatti ad impreziosire il pomeriggio della prima rete Mediaset, sfiorando giornalmente circa 3 milioni di telespettatori e il 18 per cento di share, superando spesso Beautiful e fornendo un buon traino a Uomini e donne. Risultati dovuti ad un pubblico affezionato che comprende diverse fasce d’età e che aspetta, impaziente, di scoprire che cosa succederà ai residenti di calle Acacias.

Tra le altre cose, la chiave del successo delle storie, che attualmente hanno come protagonisti Felipe Alvarez Hermoso (Marc Parejo) e la domestica brasiliana Marcia Sampaio (Trisha Fernandez), inizialmente vista con diffidenza dai vicini per via del colore nero della sua pelle, si deve ricercare nel giusto mix che gli autori hanno saputo creare: da un lato i fan non possono fare a meno di provare empatia per i domestici, i soggetti più sfortunati del quartiere, dall’altro le trame che vedono coinvolti i signori ricchi lasciano intendere quanto, a volte, basti davvero poco per essere felici.

D’altronde i borghesi, nelle varie puntate, si trovano ad affrontare varie difficoltà, esattamente come accade alle persone più povere. Segno del fatto che, in fondo, siamo tutti uguali e nessuno è esente dai problemi della vita. La rappresentazione del contrasto sociale tra la classe lavoratrice e quella media borghese è stata vincente e continuerà a regalare, come hanno già promesso gli autori, grandi colpi di scena nei prossimi mesi. Non resta dunque che aspettare le svolte future per vedere come evolverà la storia.

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