Peeping Tom: cosa significa questa espressione inglese? Equivale all’italiano ‘guardone’ e nasce da una leggenda inglese secondo la quale un giovane diventa cieco dopo aver spiato Lady Godiva mentre era nuda.

Il ragazzo, Tom appunto, perse la vista dopo averla guardata, stupito, completamente nuda mentre protestava nuda contro una tassa imposta dal marito.

La scopofilia, o, se si preferisce, il voyeurismo sarebbe all’origine di gran parte della narrativa e, ovviamente, del cinema. […]

Il voyeur non tanto spia l’oggetto quanto il suo movimento cioè il suo comportamento. Per giunta questo comportamento deve essere strettamente privato cioè quale a nessuno, a meno di essere scopofilo, può avvenire di spiarlo senza la consapevolezza di commettere un’indiscrezione. […]

La scopofilia comincia a partire dall’osservazione del movimento dell’oggetto spiato. […]

Lo scopofilo spia non soltanto ciò che è proibito ma anche ciò che è sconosciuto; in altri termini, la scopofilia ha bisogno di scoprire l’ignoto.

LA PULSIONE SCOPICA TRA MITO E PSICOANALISI

Il tema dello sguardo è molto ricorrente in mitologia. Una sorta di pulsione scopica – punita spesso con la perdita della vista – caratterizza diversi personaggi mitologici e letterari, animati dal desiderio di vedere oltre le apparenze, o di guardare ciò che è stato loro proibito da divinità o persone di rango sociale superiore. È proprio questa pulsione scopica a conferire il carattere di bellezza all’oggetto desiderato, corrispondente, nella maggior parte dei casi, a un corpo femminile. Il soggetto che guarda – solitamente un uomo – riesce a raggiungere l’oggetto del suo desiderio anche a distanza, ʹtoccandolo con gli occhiʹ, o ʹspogliandolo con lo sguardoʹ, e prova così una forma di piacere. Tale piacere può amplificarsi nel momento in cui l’oggetto guardato è ignaro dello sguardo che lo ammira, ovvero quando il soggetto che guarda nasconde la sua presenza e la sua voglia di vedere, celandosi, ad esempio, al di là di una finestra, e passando così dallo stato di osservatore a quello di voyeur. Le teorie sullo scopismo e il piacere derivante dal senso della vista si delineano nel corso del XIX secolo con l’avvento della psicoanalisi, che attribuisce allo sguardo una funzione attiva, considerandolo pura manifestazione della vita sessuale. Là dove c’era la visione, Freud scopre infatti la pulsione e fa dell’occhio una fonte di libido. Lo scopismo diventa così parte costitutiva del piacere erotico, e la pulsione scopica è considerata mossa da quella sessuale. Tuttavia, esistono situazioni in cui tale forma di piacere, la Schaulust freudiana1 , provoca orrore poiché, secondo gli psicoanalisti, ogni pulsione equivale a una pulsione di morte. È il caso, ad esempio, dello sguardo proibito2 – quello che agisce di nascosto, contro un divieto imposto da un’autorità, o violando la moralità comune. Questo tipo di sguardo può causare l’accecamento del soggetto che guarda, e privare per sempre il voyeur del peccaminoso senso della vista. Se in psicoanalisi l’accecamento corrisponde ad una forma di castrazione dell’io guardante, l’universo mitologico-letterario è ricco di leggende e storie di personaggi puniti con una cecità reale, a causa della loro brama di vedere ʹcose non concesseʹ. In questi racconti, il tema dello sguardo proibito è spesso correlato alla nudità femminile: anche una versione del mito sull’indovino Tiresia lo vuole cieco per aver sorpreso Atena bagnarsi nuda in una fonte.

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