Mettetevi comodi. In tribuna. La cena è offerta dall’Udinese e pure l’indispensabile mascherina. Ma per vedere all’opera dal vivo l’acquisto più importante del mercato bianconero, Don Gerard Deulofeu, probabilmente dovrete aspettare almeno 45 minuti, forse anche 65…

Non tanto, comunque, perché Luca Gotti, l’abile tessitore della trama bianconera, lo sta allenando da quasi due settimane ed è consapevole di dovergli concedere questa sera contro il Parma subito la grande platea. Lo dice, innanzitutto, quel che l’attaccante spagnolo, che in Italia è già stato allenato da Vincenzo Montella al Milan da gennaio a giugno del 2017, ha mostrato in allenamento sui campi del Bruseschi in questi giorni di campionato fermo e di paura. Perché il Covid è lì, pronto a punirti e all’Udinese la paura è incredibile tanto che il gruppo squadra è stato completamente isolato con precauzioni di ogni genere dopo la positività di una persona non facente parte dello staff tecnico.

Deulofeu, da quel che si raccoglie dai pochissimi spifferi, è un piacere vederlo calciare. Gli mettevano solo una parte di porta scoperta e lui andava lì a colpire con mostruosa precisione ricordando quel che per anni su quei campi faceva un certo Totò Di Natale. Nicolas e Simone Scuffet, che vivono con tensione il ballottaggio per la porta (al posto dell’infortunato Musso che tornerà sicuramente col Milan il 1° novembre), hanno avuto modo di allenarsi in questi giorni come se di fronte avessero davanti Gervinho o Inglese che all’Udinese hanno fatto male nelle due sfide perse nello scorso torneo anche se il mattatore fu il difensore “svedesizzato” Gagliolo che segnò all’andata e al ritorno.

In forma Deulofeu si è rotto il crociato a fine febbraio quando giocava al Watford e sarebbe servito tanto per evitare la dolorosa retrocessione in Championship. Aveva segnato quattro gol (gli stessi che fece al Milan in sei mesi) in 28 partite. L’anno prima era andato in doppia cifra, sempre in Premier. La mazzata, sette mesi e mezzo senza giocare, gli ha impedito un passaggio in un’altra big. Anche se il Napoli aveva timidamente bussato alla porta di Gino Pozzo.

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Che ha ritenuto indecente la proposta e ha fatto un regalo all’Udinese e ai friulani, rafforzando ancora di più un legame col territorio che oggi porterà la squadra a indossare la maglia speciale azzurra con impressi i nomi delle città dei Fogolars Furlan (i friulani nel mondo). Calma e gesso Deulofeu è il gioiello da scartare con cura. Il pezzo pregiato che deve garantire la salvezza a un club che da 26 anni abita in Serie A e non ha nessuna intenzione di traslocare al piano di sotto.

Il ragazzo, in gioventù, era altezzoso, convinto, pensava in grande. Normale per chi è cresciuto alla cantera del Barcellona. E ha poi mostrato le sue qualità all’Everton, al Siviglia, al Milan (dove voleva tornare). Per poi tornare in Premier al Watford. Ora ripassa dalla Serie Aa26 anni, con tanta esperienza ale spalle, ma con tutta la vita davanti. Gotti lo userà, ma difficilmente lo farà partire dal via: «Gerard ha toccato il pallone per la prima volta la settimana scorsa dopo sette mesi e ha cominciato ad allenarsi con la squadra da poco. Abbiamo avuto un caso di positività all’interno e questo ha rallentato il processo di integrazione. Bisognerà aspettarlo un pochino perché arriva da un lungo percorso di inattività». Il tecnico si augura che l’esperienza dello spagnolo in Friuli sia positiva come quella in rossonero. Il Milan tornò in Europa, dopo tre anni e mezzo.

Il Parma è in piena bufera Covid. Sei giocatori positivi e la lista, in teoria, potrebbe allungarsi (anche se ci si augura di no): ieri sera, infatti, sono stati effettuati altri tamponi nel ritiro di Udine, dove la squadra emiliana è arrivata nel tardo pomeriggio, e i risultati arriveranno questa mattina prima della partita. Chi non è contagiato gioca, gli altri subito in isolamento. Considerando che nel gruppo di Liverani c’erano quattro infortunati, tutti per lesioni muscolari, ec he questi erano Cornelius, Busi, Sprocati e Mihaila, dall’assenza di Valenti, Brunetta, Inglese, Dezi, Scozzarella e Osorio nell’elenco dei convocati per la trasferta in Friuli si evince che i 6 potrebbero essere i positivi. Giornata complicata, fin dal mattino di ieri, per il Parma che si trovava in isolamento fiduciario alCentro Sportivo di Collecchio. Quattro giocatori erano già stati individuati come positivi dai tamponi fatti a metà settimana, uno è stato trovato ieri mattina (risultato di un esame di venerdì), mentre un altro è stato scoperto nel pomeriggio al termine di un’altra prova rapida cui il gruppo-squadra è stato sottoposto prima della partenza per Udine.

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L’Asl di Parma voleva bloccare la trasferta, ritenendo che non ci fossero inecessari presupposti di sicurezza, ma dopo una lunga discussione tra i dirigenti emiliani, quelli della Lega e le autorità sanitarie, si è deciso di non modificare il programma. Questo il comunicato del club: «In ossequio alla normativa e al protocollo, e d’accordo con le autorità sanitarie competenti, il gruppo squadra prosegue l’isolamento fiduciario senza avere alcun contatto con l’esterno. Tutto il gruppo squadra sarà inoltre sottoposto a un ulteriore ciclo di tamponi nel ritiro di Udine al fine di eseguire, come da protocollo, uno screeninga 24 ore dalla gara con esito a quattro ore dal fischio d’inizio della partita contro l’Udinese». Liverani filosofo Fabio Liverani che, oltre a doversi occupare di compilare la formazione, deve ancora cercare di motivare tutta la squadra, la prende con filosofia. «Vivo queste ore con molta serenità.

C’è un protocollo, c’è un’idea valida per questa stagione alla quale, anche se fastidiosa, bisogna adattarsi velocemente. E mi sembra che la squadra lo viva serenamente. Purtroppo fa parte di questo periodo e ci adeguiamo. La squadra si è allenata bene, dispiace per i giocatori positivi, però gli altri sono abbastanza concentrati. L’Udinese è una squadra molto fisica, nelle ultime ore di mercato ha acquistato giocatori di qualità e dovremo prestare molta attenzione».

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