Genoa – Inter Diretta Live Tv Come vedere Streaming Gratis No Rojadirecta Sky o Dzan (Ore 18:00)

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Davvero il rientro in gruppo del centrocampista azzurro, rimasto in tribuna mercoledì in Champions per un affaticamento muscolare alla coscia; mentre l’attaccante cileno, sostituito all’intervallo della sfida col Borussia Monchengladbach, ieri ha eseguito gli esami che dal caso che hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare all’adduttore destro.

Dunque Sensi, partito con la squadra in pullman ieri sera per Genova, oggi a Marassi sederà presumibilmente in panchina, mentre Sanchez lavorerà per recuperare per la trasferta di Champions martedì a Kiev: difficile, ma il cileno ci proverà.

Per il resto, Conte si porta dietro alcuni dubbi di formazione dovuti per lo più alla condizione fisica dei giocatori e alla stanchezza accumulata nelle ultime settimane fra partite con il club e le rispettive nazionali, considerando che martedì l’Inter avrà una partita chiave per il suo cammino in Europa contro lo Shakhtar. Per questo motivo, per esempio, potrebbe tirare il fiato De Vrij, titolare contro Milan e Borussia e reduce pure da 225 minuti con l’Olanda. Al posto di De Vrij toccherebbe a Ranocchia.

Ai lati, conferma per D’Ambrosio a destra, mentre a sinistra dovrebbe rientrare Bastoni, in campo già nei minuti finali della sfida di Champions. Al di là della situazione Hakimi, Darmian e Perisic dovrebbero agire sulle fasce, così come Lukaku e Mar-tinez in attacco (il cambio offensivo sarà l’ex di turno Pinamonti). L’altro grande dubbio di formazione riguarda infatti il centrocampo, dove “ballano” in cinque: Barella, Brozovic ed Eriksen sembrano favoriti su Nainggolan e Vidal.

Dove e come vedere la partita in diretta e live streaming

La partita tra Genoa e Inter, in programma alle 18:00, sarà trasmessa in diretta tv da Sky sui canali Sky Sport Uno (satellite, digitale terrestre e internet) e Sky Sport 252 (satellite e internet). La telecronaca è di Federico Zancan, con il commento di Daniele Adani. I collegamenti da bordo campo saranno a cura di Massimo Ugolini. Genoa e Inter in streaming gratis sarà disponibile solo per gli abbonati alla pay tv satellitare grazie all’applicazione Sky Go che permetterà di seguire la partita in diretta anche su pc, tablet e smartphone.

Sul piano dei risultati, l’inizio di stagione dell’Inter non ha rispettato le aspettative. Attardata in campionato, fermata sul pareggio dal Borussia Moenchengladbach al debutto in Champions, la squadra nerazzurra ora non può più permettersi altri passi falsi. Anzi le prossime cinque gare, tra serie A ed Europa, devono essere un’opportunità di rilancio, a cominciare dalla sfida di oggi pomeriggio con il Genoa.

Eppure, Conte ha ribaltato completamente la prospettiva, sull’onda del solito assioma tanto caro agli allenatori: «Spesso e volentieri il risultato condiziona». Ovviamente si riferisce alla critica, che, dal suo punto di vista, non valuta adeguatamente il valore delle prestazioni della squadra. «Io sono soddisfatto, per quello che produciamo e per la mentalità che dimostriamo. Poi il risultato può dipendere da mille fattori. Sicuramente nelle ultime tre partite i fattori palo-rete, palo-fuori sono stati negativi per noi».

INNO ALLA FELICITÀ. In realtà, quella del tecnico leccese è un’articolata difesa del suo lavoro, con tanto di “inno” alla felicità, arrivando a coinvolgere pure la società, per rimarcare che, all’interno, nessuno ha sollevato obiezioni. Semmai, avviene tutto all’esterno: «Sinceramente, senza voler parlare del virus, vedo molta più negatività fuori. Dentro, invece, c’è positività. Lo si capisce dall’atteggiamento di un gruppo, che è fatto innanzitutto da uomini prima che calciatori. Piuttosto, mi sembra che si stia cercando di minare le certezze che stiamo creando e che stiamo consolidando».

ESEMPIO LIVERPOOL. Già, perché da questo punto di vista dubbi non ce ne sono: «La strada intrapresa è quella giusta e rende felici me, i calciatori e il club. Solo che bisogna lavorare e dare sempre il 110%, perché a volte capita di raccogliere e altre no. Basti guardare il Liverpool. Da quando è arrivato Klopp sono rimasti quattro anni senza vincere, mentre ora sono una macchina da guerra. Erano felici perché consapevoli di quello che stavano costruendo. E lo stesso vale per noi: siamo felici di costruire qualcosa di importante, di solido. Poi non so a cosa ci porterà, nell’immediato, se riusciremo a vincere qualcosa, ma so per certo che il percorso è stato condiviso da tutti, dal presidente ai dirigenti. Oggi, guardando l’Inter dall’esterno, si nota una struttura solida, che si sta assestando, a differenza degli anni precedenti».

MAI MESSI SOTTO. E allora si tratta di sistemare quello che non sta funzionando, per trovare la quadratura, o meglio l’equilibrio che la nuova Inter sta ancora inseguendo. Conte, comunque, a questo proposito, ha voluto fare una premessa: «Io non sono preoccupato». E non si riferiva solo agli indisponibili («Dobbiamo affrontare sempre la situazione a testa alta, non dando troppo peso alle assenze e a quello che ci è successo»), ma innanzitutto all’aspetto calcistico: «Stiamo giocando bene, stiamo facendo un buon calcio, ma raccogliendo molto meno di quanto produciamo.

Abbiamo segnato tanto e potevamo farlo anche di più. Invece, abbiamo subìto qualche rete di troppo, qualcuna evitabilissima. E’ vero che ci sono state alcune disattenzioni o situazioni individuali su cui potevamo fare meglio, ma ci stiamo lavorando. Stiamo cercando di coinvolgere tutta la rosa, solo che alcuni elementi sono cambiati rispetto all’anno scorso. L’idea è di riportare sempre i nostri concetti, rimanendo fedeli a quello che vogliamo fare. L’aspetto positivo è che, con tanti assenti, diversi giocatori sono dovuti entrare e giocare partite, facendo subito esperienza e capendo situazioni nuove per loro. Continueremo a cercare di fare la partita e finora nessuna squadra ci è stata superiore. Portare avanti questo tipo di mentalità ci porterà ad essere solidi in futuro».

Mercoledì pomeriggio, improvvisamente positivo. Ieri pomeriggio, improvvisamente negativo. Insomma, attorno al contagio di Hakimi si è creato un giallo. Da capire se possa essere risolto oggi. Dopo la lieta notizia di ieri, infatti, il marocchino, che continua ad essere asintomatico, è stato prontamente sottoposto ad un nuovo tampone, il cui esito si conoscerà soltanto stamattina. La speranza, evidentemente, è che venga confermata la sua negatività. In tal caso, con l’autorizzazione dell’Ats, che di fatto certificherebbe il suo caso come un falso positivo, il giocatore potrà subito rimettersi a disposizione di Conte. Certo occorrerà incastrare alla perfezione i tempi. Ma il club nerazzurro si è attrezzato preventivamente per organizzare un trasferimento Milano-Genova in mattina.

 TRE GIORNI DI ALTALENA. Si tratta, naturalmente, dello scenario più ottimistico. Non è da escludere, altresì, che il nuovo tampone confermi la positività, trasformando in falso negativo quello effettuato giovedì. Di sicuro, l’evoluzione della situazione ha lasciato sconcertato il club nerazzurro. Per comprendere, basta ricordare quello che è successo da mercoledì pomeriggio in poi. La notizia del contagio di Hakimi è arrivata soltanto alle 17, quindi a quattro ore dal match con il Borussia Moenchengladbach e, soprattutto, dopo che il giocatore, da positivo, era rimasto a lungo in contatto con i compagni.

Ad ogni modo, il marocchino è stato subito sottoposto ad un altro test molecolare, che ieri avrebbe dato ancora risultato positivo. Essendo ancora sotto l’egida dell’Uefa, anche quel tampone è stato affidato a Synlab, vale a dire l’ente centralizzato a cui si appoggia l’organismo europeo per le sue competizioni. Per intendersi, è lo stesso che si era preso carico degli esami di El Shaarawy in Nazionale, alla vigilia del match con l’Olanda: l’ex romanista era stato inizialmente positivo e poi negativo al secondo test. Allora, si era pure detto che la sua carica virale era sin dall’inizio bassissima. Beh, per cercare di darsi una spiegazione, sembra che all’Inter ipotizzino una lieve positività per Hakimi.

YOUNG NEGATIVO. Per non correre alcun rischio, comunque, invece di attendere oggi per l’effettuazione di un test rapido, giusto prima del match con il Genoa, già ieri pomeriggio, prima della partenza, l’Inter ha fatto sottoporre l’intero gruppo squadra ad un nuovo giro di tamponi, dopo che quello di giovedì aveva dato esito negativo per tutti. Compreso Young, che a questo punto, superati i controlli previsti dal protocollo, potrà rimettersi in gruppo.
Tornando ad Hakimi, se davvero fosse negativo, cambierebbe tutto in casa Inter.

L’isolamento fiduciario scattato mercoledì, tanto per cominciare, finirebbe automaticamente e immediatamente, ma soprattutto verrebbero cancellate l’ansia e la preoccupazione con cui sono stati vissuti gli ultimi giorni e con cui si sarebbero vissuti pure i prossimi. Verrebbe meno, infatti, il rischio di un contagio interno. Insomma, si tratterebbe di un bel sospiro di sollievo, nell’attesa che anche gli altri nerazzurri contagiati debellino il virus. Se Young è negativo, infatti, Skriniar continua ad essere positivo ormai da 19 giorni. Solo qualcuno meno per Gagliardini e Radu, che si augurano di ricevere una buona notizia nella giornata di oggi.
Sono lontani i tempi degli sguardi corrucciati. Un anno fa, il 5 novembre 2019, l’Inter perdeva a Dortmund e Antonio C onte esplodeva: «Tutti quanti abbiamo sbagliato qualcosa nel progettare questa stagione. Noi siamo in emergenza con tre giocatori infortunati, anche le altre squadre hanno infortuni, ma nessuno se ne accorge».
Oggi, dopo la sconfitta nel derby e il pareggio contro il Borussia Monchengladbach, l’Inter si trova già a un bivio della propria stagione: non vincere oggi a Marassi contro il Genoa potrebbe spedire i nerazzurri a distanze importanti dalla vetta, così come diventerebbe in salita il girone di Champions senza i tre punti martedì contro lo Shakhtar L’Inter sta mostrando aspetti positivi, ma altri – come i tanti gol subiti – meno, gli ultimi risultati non le hanno sorriso, ma Conte è sereno. Almeno pubblicamente, il tecnico ha deciso di indossare un abito diverso.

Un anno fa a Dortmund l’allenatore salentino puntava il dito su tre assenze a centrocampo che minavano la gestione della squadra; contro Milan e Borussia, fra positivi al Covid, infortunati e squalificati, ha dovuto fare a meno di otto giocatori, ma nonostante ciò non si è mai giustificato: «La strada intrapresa è quella giusta e rende felice me, i calciatori e il club – ha sottolineato ieri Conte -. Non sono preoccupato, la situazione la dobbiamo affrontare a testa alta e non dobbiamo dare troppo peso ad assenze e quello che ci succede. Non sono preoccupato da un punto di vista calcistico perché stiamo giocando bene, raccogliamo meno di quello che produciamo e siamo puniti dalle nostre disattenzioni».

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Dal bastone alla carota, da vigilie all’insegna della tensione, per stimolare i suoi a “mangiare l’erba’,’ a parole sempre molto equilibrate, come a voler creare un clima di serenità all’interno di un gruppo che, per ragioni extra-sportive – leggi Covid – indubbiamente non sta vivendo settimane semplici: «Ma io non sono dovuto intervenire perché c’è un gruppo di calciatori che sono prima di tutto uomini – ha evidenziato Conte -. Piuttosto vedo negatività fuori, vedo che si cerca di attaccare le nostre certezze. Ci si fa condizionare dal risultato: a volte con una prestazione negativa, arrivano giudizi positivi perché si vince. Ma io guardo il contenuto della prestazione e devo ritenermi soddisfatto per quanto produciamo e per l’idea di calcio che sosteniamo». E dunque avanti con la felicità: « Bisogna lavorare – ha proseguito l’allenatore nerazzurro – ma se guardiamo il Liverpool di Klopp non ha vinto per 4 anni e ora è una macchina da guerra. Stiamo costruendo qualcosa di solido, non so cosa porterà nell’immediato, ma la strada intrapresa da tutti è quella giusta. Inter sta diventando solida, si sta assestando al contrario degli anni precedenti».

L’Inter oggi ripartirà contro il Genoa, formazione con cui l’anno scorso arriveranno due successi rotondi, 4-0 a San Siro e 3-0 a Marassi con quattro gol equamente divisi fra andare e ritorno di Lukaku, il totem intoccabile: «Abbiamo fatto tanti gol e ne potevamo fare molto di più, ne abbiamo subito qualcuno di troppo che potevamo invece evitare. Finora – ha concluso Conte – nessuna squadra ci è stata superiore. La mentalità deve essere questa, dobbiamo andare avanti, è questa la strada per tornare a essere grandi».

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Tre belle notizie sul fronte Covici per l’Inter e di questi tempi non possono che fare piacere. La giornata di ieri è stata piacevolmente… positiva per il club nerazzurro per diversi aspetti grazie ai tamponi svolti giovedì, ovvero il giorno dopo la positività di Achraf Hakimi, fermato a poche ore dal match di Champions contro il Borussia Monchengladbach. Il primo sorriso è arrivato da Ashley Young, negativo dopo undici giorni di quarantena (l’inglese era risultato positivo sabato 10 ottobre) e ieri subito ad Appiano per svolgere una seduta personalizzata.

Il secondo dai risultati di tutti i giocatori “disponibili” alla Pinetina in questi giorni, con gli esiti che non hanno evidenziato nuovi contagiati dovuti alla positività di Hakimi martedì (c’era grande timore al riguardo per i contatti avuti dall’esterno con i compagni; la speranza è che anche i prossimi controlli confermino questo trend). Infine, intorno alle 16.15, il terzo sorriso è arrivato proprio dall’esterno marocchino, con la notizia della sua negatività al tampone svolto giovedì.

Hakimi – asintomatico da mercoledì -, dopo la comunicazione della negatività, si è subito sottoposto a un nuovo controllo e se oggi sarà confermato l’esito di ieri, significherà che il risultato comunicato dalla Uefa mercoledì era un “falso positivo” e l’ex Reai Madrid e Borussia Dortmund potrà tornare in campo. Per farlo subito, dunque oggi a Marassi contro il Genoa alle 18 servirà però un ulteriore passaggio e ci sarà bisogno, ovviamente, di rapidità. Servirà un certificato rilasciato dall’Ats di Milano nel quale verrà confermato che il tampone di Hakimi di martedì era un “falso positivo” e che dunque il giocatore può tornare in gruppo. A quel punto, l’Inter, se ci saranno i tempi tecnici per permetter ad Hakimi – che fino a martedì si allenato con la squadra -di raggiungere il capoluogo ligure, deciderà come agire, se portare il giocatore allo stadio, oppure mandarlo ad Appiano ad allenarsi. Come spiegato, a differenza di quanto accade con i giocatori reduci da quarantena, l’eventuale secondo tampone negativo di Hakimi non costringerà il giocatore a svolgere l’iter di autorizzazioni che hanno dovuto fare per esempio Bastoni e Nainggolan nei giorni scorsi e che dovrà fare lo stesso Young, ma basterà una comunicazione da parte dell’Ats di Milano. Il marocchino ovviamente non si è allenato negli ultimi tre giorni, ma non ha perso la condizione. E’ ipotizzabile, però, che in caso di negatività e certificato giunto in tempo, Hakimi vada comunque al massimo in panchina, non fosse altro perché Conte ieri ha preparato la squadra senza di lui.

Riaverlo così in fretta, però, avrebbe chiaramente un grande significato per l’Inter e il tecnico salentino, costretto a fare la formazione con poche scelte a disposizione. Il rientro di Hakimi sarebbe infatti fondamentale per la sfida di martedì a Kiev in Champions contro lo Shakhtar Donetsk, quando Conte dovrebbe recuperare per la panchina anche Young. E’ vero che l’inglese ieri è risultato negativo, ma, come spiegato prima, per tornare in gruppo dovrà svolgere l’iter di autorizzazioni necessario. Bastoni la scorsa settimana era risultato negativo sabato, ma aveva dovuto attendere lunedì pomeriggio per tornare a lavorare con i compagni. E’ probabile che anche Young debba attendere domani o lunedì, dunque, dopo essere rimasto a casa per dieci giorni, è presumibile che in Ucraina non parta titolare. Senza ulteriori sorprese o infortuni, Conte avrà di nuovo tutti gli esterni a disposizione, ovvero Perisic e Darmian oltre al già citato Hakimi. In Champions, a meno di rapidi sviluppi (a ieri risultavano ancora tutti positivi), mancheranno ancora Skriniar (in quarantena in Slovacchia dal 6 ottobre), Gagliardini (out dal 7) e Radu (9).

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