Streaming Online Shakhtar – Inter come vedere Gratis Diretta Live Tv No Rojadirecta Sky o Dzan

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Shakhtar Inter streaming e diretta video a partire dalle ore 18:55 di oggi con i servizi digitali: su Sky o in chiaro su Canale 5? Match valido per la 2a giornata del Girone B della Fase a Gironi di Champions League. Romelu Lukaku ha segnato in ognuna delle sue ultime tre partite di UEFA Champions League con l’Inter e potrebbe diventare il quinto giocatore a segnare in quattro di fila per la squadra italiana nella competizione (dopo Christian Vieri, Hernán Crespo, Samuel Eto’o e Lautaro Martínez). Scopri dove vedere Shakhtar Inter streaming gratis.

Le formazioni che probabilmente vedremo in campo oggi:

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Trubin; Dôdo, Khocholava, Bondar, Kornienko; Maycon, Marcos Antonio; Tetê, Marlos, Solomon; Dentinho. Allenatore Luís Castro.

Inter (3-4-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Brozovic, Vidal, Kolarov; Barella; Lukaku, Lautaro.

Senza neanche accorgersene, l’Inter si è infilata in un insidioso euro-bivio: di qua il rischio di cadere in una botola tra le strade di Kiev, di là una via comoda per attraversare senza ansie il girone di Champions.

Antonio Conte non vuole ripetere i vecchi inciampi: non è più concesso sbagliare strada. Oggi può usare il solito ariete belga per buttare giù il muro dello Shakhtar, molto più alto rispetto a quanto farebbe pensare la cinquina di due mesi fa. Dal massacro della semifinale di Europa League molto è cambiato, perfino l’impatto che Romelu Lukaku ha su questa Inter.

Se prima era grande, adesso è enorme. In ogni momento della partita, i più tranquilli ma pure i più delicati, i nerazzurri sembrano appoggiarsi su quelle spalle larghissime. È uno schema studiato nel laboratorio del tecnico, ma anche un riflesso condizionato: la squadra, istintivamente, cerca sicurezze e le trova sempre là, alla stazione numero 9.

Big Rom, per il momento, non conosce fatica: le responsabilità, ma pure i corpo a corpo da wrestling con i poveri difensori, non lo spaventano, anzi lo esaltano. Basta angosce L’inizio di stagione del gigante è stato una prova di eccellenza in tutte le materie, in tutti gli stadi: in pagella c’è un rotondo dieci, come le reti seminate qua e là. Lukaku ha iniziato a dominare in Italia, poi ha proseguite l’abitudine nella Nations League giocata col suo Belgio, senza arretrare nel debutto di Champions.

Alla fine dei conti, in 9 partite l’ha messa dentro appunto 10 volte. Solo all’Olimpico contro la Lazio e nell’amichevole in nazionale in Danimarca si è preso un turno di riposo, comprensibile e umano, ma in compenso Romelu ha messo nel pallottoliere un tris di doppiette. L’ultima proprio mercoledì scorso nella sfida sfortunata contro il Borussia Mönchengladbach.

Quella sera è diventata virale tra i tifosi la foto del belga con le manone in faccia, paralizzato dalla delusione, mentre aspettava l’intervista di Sky a bordo campo: se mai ce ne fosse stato bisogno, l’immagine del guerriero dolenteemai sazio ha rapito i cuori nerazzurri. Ora a Kiev Romelu cerca la lode per allungare questo stato di grazia permanente e risolvere un bel po’ di problemi alla sua Inter. La vittoria inattesa degli ucraini contro il Real, sommata al pareggio di San Siro contro i tedeschi, ha complicato i piani.

I nerazzurri non sono ancora spalle alle muro, ma potrebbero trovarsi in una posizione assai scomoda: una non vittoria contro lo Shakhtar trasformerebbe i prossimi turni nella solita risalita angosciante, proprio quello che Conte voleva evitare dall’inizio. Restare fino alla fine padroni del proprio destino è la vera ambizione nerazzurra per questo girone di Coppa. Tra i grandi Anche Romelu ha i suoi piccoli, grandi obiettivi personali all’orizzonte: un gol alla volta, sta scalando le gerarchie e nella considerazione internazionale vuole avvicinarsi alle superstar del ruolo. In Germania l’eterno Lewandowskieil rampante Haaland finora hanno segnato più di lui tra club e nazionale (13 la stella del Dortmund, 12 quella del Bayern), mentre Kane procede a braccetto. Per questo la Champions resta l’unico teatro credibile per confermare un rinnovato status europeo. Per Conte, però, solo con un trofeo sbaciucchiato in maglia nerazzurra il belga potrà elevarsi e raggiungere l’iperuranio abitato dai grandissimi. Anzi, a sentire iltecnico, questo destino vale sia per lui che per Lautaro, l’altra faccia della LuLa: «Sono cresciuti entrambi in maniera esponenziale e sono straconvinto che hanno ancora dei margini per migliorare — ha detto Conte nella conferenza pre Shakhtar –. Ma è inevitabile che prima di fare dei confronti con altri calciatori sia importante vincere qualcosa. La vittoria nelle competizioni porta a ritagliarti quel posto tra i migliori». Tra l’altro, segnasse di nuovo allo Shakhtar come fece 2 volte in Germania 71 giorni fa, per il belga sarebbe la decima partita di fila europea in gol: qui la continuità è di casa. Con uno stuzzicante stimolo in più: Lukaku potrebbe agganciare a 11 il recordman Cristiano Ronaldo, proprio contro il Real Madrid. Nell’attesa, prendere per mano l’Inter e non sbagliare strada nel bivio di Kiev, sarebbe già un passo avanti.

Risollevarsi, quando il baratro sembra ormai in evitabile. Lo sport è pieno di sliding doors che hanno cambiato la storia: dalla cenere all’altare in pochi secondi. E quella dell’Inter ha più di un momento “thrilling” e uno – forse il più importante – è andato in scena proprio a Kiev, nella stagione 2009- 2010, l’anno del Triplete.

La magica cavalcata di Milito & co. nasce da un’eliminazione evitata al fotofinish grazie a Wesley Sneijder. Una rimonta pazzesca per ribaltare la partita negli ultimi quattro minuti di gara, esorcizzare l’eliminazione ai gironi e imboccare l’autostrada che condurrà gli eroi di Mourinho fino al trionfo di Madrid.

Ribaltone Fu una di quelle sere destinate a entrare nella storia. Freddo gelido e il rivale di sempre in rossonero che riappare in maglia Dinamo e porta subito avanti gli ucraini, costringendo il popolo interista a una serata di passione e fiato sospeso. Con l’1-0 Shevchenko aveva di fatto chiuso la valigia dei sogni dell’Inter. E quel risultato è rimasto bloccato fino al minuto 86’. Fino alla fiammata in diagonale di Milito. Fino al miracoloso tocco sotto misura di Sneijder a un passo dal 90’. Nuovo bivio Oggi siamo solo alla seconda giornata del girone: l’Inter deve vincere, può permettersi il lusso di pareggiare per provare poi a recuperare i punti persi nelle prossime quattro, ma di sicuro non può sbagliare. Un k.o. a Kiev dopo il pari interno col Gladbach metterebbe la squadra di Conte già spalle al muro. Così, undici anni dopo, Kiev si trasformerà nuovamente in bivio per l’Europa.

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Dove e come guardare la partita, diretta tv e live streaming

Shakhtar – Inter sarà trasmessa questa sera a partire dalle ore 18.55. Tutti gli appassionati potranno guardare il match sui canali Sky e più nello specifico a Sky sport Serie A dal canale 202 del satellite e Sky Sport dal canale 251. Come sempre la partita si potrà anche guardare in streaming gratis, ovviamente per tutti gli abbonati al servizio. Questi dovranno utilizzare l’applicazione Sky Go che dà la possibilità di guardare tutto il calcio di Serie A attraverso i dispositivi mobili. In alternativa si potrà anche guardare Shakhtar – Inter attraverso i canali Now TV. Quest’ultimo è il servizio Sky che da la possibilità di poter acquistare l’evento prescelto oppure di sottoscrivere un abbonamento.

Vietato sbagliare. Volendo sintetizzare, significa che stasera l’Inter non può permettersi di perdere contro lo Shaktahr Donetsk. Il pareggio interno con il Borussia Moenchengladbach, infatti, è stato un mezzo passo falso. Che, peraltro, si è andato ad aggiungere alla sconfitta casalinga del Real Madrid con gli stessi ucraini.
«Quel risultato ha cambiato la classifica – ha ammesso, infatti, Conte -. Ma è anche la conferma che nel girone ci sarà equilibrio fino alla fine. Noi dovremo essere bravi a starci dentro, così da provare a superare il turno». E allora si può ben intuire come una sconfitta comprometterebbe non poco il percorso nerazzurro, che, la prossima settimana, prevede un’altra trasferta, stavolta in casa delle “Merengues”.
La verità, però, è che ci vuole una svolta nel profilo europeo dell’Inter. E’ vero che la banda Conte, nella scorsa stagione, ha raggiunto la finale di Europa League, venendo poi sconfitta dal Siviglia. Ma lo ha fatto dopo essere stata eliminata dalla prima fase di Champions League, competizione nella quale, nelle ultime undici apparizioni, ha raccolto soltanto due vittorie, contro Borussia Dortmund e Slavia Praga.
ECCO LA VIA. Insomma, i tre punti stasera a Kiev sarebbero un segnale importante. E i nerazzurri, stando a quanto raccontato da Conte, sanno già come fare e come comportarsi. «Credo che l’Inter stia piano piano riconquistando una dimensione europea – ha raccontato il tecnico nerazzurro -. Quanto fatto l’anno scorso ha regalato più esperienza a tutti quanti. Ma bisogna insistere sugli stessi tasti.

Vale dire avere sempre la mentalità di fare la partita, di aggredire l’avversario e di difendere in avanti. Questa è la strada giusta. Poi, a volte ci riesce meglio e altre meno. Dobbiamo avere grande rispetto per qualsiasi squadra ci capiti davanti, ma allo stesso tempo è fondamentale continuare a guardare a noi stessi, allo scopo di fare le nostre cose al meglio. Ciò che conta è non essere mai passivi, vale sia per la fase di possesso sia per quella di non possesso. Nella seconda, l’imperativo è pressare il portatore di palla, mentre nella prima sviluppare il gioco per creare quelle situazioni su cui lavoriamo e stiamo migliorando».

DIMENTICARE AGOSTO. Stasera, l’Inter si troverà di fronte quello stesso Shakthar che, solo due mesi fa, ha ribaltato con un 5-0, volando in finale di Europa League. Conte, però, ha messo in guardia dal farsi condizionare da quel precedente. «Non è il caso di fare paragoni. Quella è stata una partita perfetta sotto tutti i punti di vista. L’importante sarà avere la stessa attenzione, perché la formazione ucraina, come avevo già detto allora, è forte ed è anche una realtà europea consolidata. C’è il solito gruppo di brasiliani, quindi sono tecnici e veloci. Del resto, non si possono fare tre gol al Real Madrid per puro caso».

PRIMA DOVETE VINCERE. Come si può leggere anche a parte, nella sfida dello scorso agosto, i grandi mattatori furono i soliti Lautaro e Lukaku. Conte, evidentemente, spinge perché si ripetano. Alla vigilia, però, ha comunque voluto pungolarli, in una certa maniera, la sua… «In quest’ultimo anno, entrambi hanno fato miglioramenti esponenziali. E sono convinto che abbiano ancora margini per crescere e per diventare più importanti per la squadra. Non è il momento, però, per fare raffronti con altri calciatori, in particolare con i migliori nel loro ruolo. Perché accada, devono prima vincere qualcosa. Solo così si può arrivare al top. Sono giovani, comunque, hanno davanti ancora un bel percorso, nel quale dovranno fare di tutto per conquistare qualcosa di importante».

La gara perfetta, come l’ha definita Conte, ma con due grandi protagonisti a prendersi la scena: Lukaku e Lautaro. Già perché l’ultimo precedente con lo Shakthar Donetsk è fresco, anzi freschissimo (risale allo scorso 17 agosto), in quell’occasione l’Inter non diede scampo agli avversari: 5-0, con una doppietta a testa per i due attaccanti nerazzurri. Il “Toro” aprì i giochi, firmando anche il 3-0, e poi Big Rom sigillò il risultato. Beh, tanto per cambiare, l’Inter ha cominciato la nuova stagione sull’onda della sua coppia di bomber.

La differenza è che, se il belga non ha perso un colpo, arrivando già alla doppia cifra di reti, considerando anche la sua nazionale (10 centri in 9 uscite), l’argentino, invece, dopo aver ritrovato il gol con la Seleccion, ha cominciato a battere a vuoto. E, nel contempo, la sua frustrazione ha cominciato a montare. Tanto che, sabato scorso a Marassi, una volta sostituito, l’ha sfogata, sferrando tre pugni contro la poltrona della panchina.

«CONTENTO ALL’INTER». Lautaro ha spiegato che ce l’aveva con sé stesso. «Ero arrabbiato perché non avevo fatto la partita che volevo. Mi sono fatto prendere dall’emozione. Ma ora è tutto a posto e sono pronto per domani (oggi, ndr)». Evidentemente è quello che si augura anche Conte. L’ideale sarebbe che il “Toro” ripetesse il percorso Champions dello scorso anno (5 reti in 6 gare), quello che lo ha messo definitivamente in mostra davanti al calcio che conta.

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E, infatti, proprio in quel periodo si accesa la scintilla con il Barcellona e con Messi: un corteggiamento che è andato avanti per mesi, condizionando anche il rendimento dell’argentino, ma che poi non è sfociato in un matrimonio, visto che il club bluagrana non si è trovato più nelle condizioni per presentare un’offerta adeguata all’Inter. E così Lautaro è rimasto, garantendo, comunque, di essere più che mai coinvolto. «Lavoro ogni giorno per migliorare e per vincere, portando questa squadra più in alto possibile. Qui sono felice, ringrazio i tifosi per l’affetto e la gente che lavora nel club perché mi sta sempre vicino». A breve dovrà essere affrontato il discorso rinnovo. Marotta ha ribadito più volte che non sarà un problema. Che poi diventi un’ipoteca su un lungo futuro all’Inter, invece, è tutto da vedere. E Lautaro non l’ha nascosto. «Ripeto: qui sono contento. Ma non ho davvero idea di cosa possa accadere domani».

OBIETTIVO DECIMA. Questo tipo di dubbi o incertezze, attorno a Lukaku non ne esistono. Big Rom, infatti, sembra aver sposato l’Inter, dopo aver sedotto Conte. E, giusto per intendersi, ha cominciato questa stagione in maniera perfino migliore rispetto alla prima. Un anno fa, pur segnando con regolarità, era alle prese con qualche acciacco, frutto di una preparazione con il singhiozzo. Solo ad autunno inoltrato, quindi, si è potuto capire quanto potesse essere devastante e, soprattutto, decisivo.

Alla fine, ha chiuso l’annata con 34 centri. E solo Eto’o, negli ultimi 40 anni di storia interista, con 37 reti, aveva fatto meglio. Ebbene, adesso è salito addirittura a 41 in maglia nerazzurra, per di più in sole 57 apparizioni. La media fantasmagorica è di 0,72 gol a partita. Conte gli chiede continuare allo stesso modo anche questa sera. Il belga, considerando soltanto l’Europa, va ininterrottamente a segno da 9 gare, nelle quali ha messo insieme un bottino di 11 reti. Dovesse ripetersi anche con lo Shakthar allungherebbe la sua striscia a 10. L’augurio, evidentemente, è che un nuovo sigillo serva per portare a casa una vittoria. E non per evitare una sconfitta, come accaduto la scorsa settimana contro il Borussia Moenchengladbach, quando, dopo aver firmato l’1-0, sempre Lukaku riuscì a strappare il 2-2 nel recupero.

Kiev è capitale di ricordi magici per i nerazzurri, ma qui stasera l’Inter è chiamata ad aggiornare i libri di storia. C’è un posto nell’Europa che conta da puntare e un unico risultato da seguire. Lo impongono la classifica, la differenza di qualità e soprattutto le ambizioni di Antonio Conte.

Ed è su questo concetto che il tecnico spinge per tirare fuori il meglio stasera. «Penso che l’Inter si stia piano piano riconquistando una dimensione a livello europeo. Aver fatto un percorso bello come l’anno scorso ha portato più esperienza in tutti quanti. Bisogna continuare sulla mentalità, la voglia di fare la partita, di difendere in avanti: questa è la strada giusta». Già, l’Europa League. Quella splendida cavalcata in Germania di due mesi fa in cui l’Inter in semifinale ha preso a schiaffi lo Shakhtar.

Un precedente pericoloso per la facilità della vittoria. Stavolta sarà tutta un’altra storia e Conte lo sa bene. «Non si possono fare paragoni perché in quella partita abbiamo sfiorato la perfezione in fase di possesso e non possesso – ha detto il tecnico -. Sarà importante ripetere una gara molto attenta perché per me lo Shakhtar è forte, con molti brasiliani bravi tatticamente e nel palleggio, molto veloci e bravi nelle ripartenze.

Non si fanno per caso tre gol al Real e questo ha cambiato un po’ la classifica. Prevedo un girone equilibrato fino alla fine. Dovremo essere bravi a starci dentro e provare a superare il turno». Lautaro sereno C’è da dare un segnale all’Europa allora.

E il discorso vale sia per Conte sia per l’Inter. Il tecnico in Champions non ha mai vissuto cavalcate esaltanti, ma questa Inter ha la qualità per provare a entrare nelle migliori sedici. E forse anche il dovere di farlo. Conte sembra sereno: sorride in conferenza, quasi a stemperare quel filo di tensione che inevitabilmente c’è. Ha fiducia nella sua squadra, che finalmente presenterà in campo contemporaneamente i due esterni titolari, quelli richiesti a gran voce da Conte per mettere le ali al suo progetto tattico. Dopo Hakimi, anche Young è uscito dall’incubo Covid è può nuovamente rimpadronirsi della corsia mancina.

Vero, servirà una grande prova corale. Ma sarà necessario anche avere la LuLa nella sua versione migliore, da serata di Gala. Lautaro siede accanto a Conte e sembra aver già archiviato l’uscita isterica di Genova. «Ero arrabbiato solo con me stesso, non avevo fatto la partita che volevo: ero furioso, ma adesso sono concentrato solo sulla prossima partita. Il futuro? Domani non so cosa può succedere, ma qui sono felice e ringrazio i tifosi per l’affetto, così come la gente che lavora per l’Inter e che mi è sempre stata vicina». Freno all’emergenza La versione serena di Lautaro non è l’unica buona notizia per Conte.

L’emergenza sta rientrando, con Gagliardini e Radu finalmente negativi al coronavirus e pronti a unirsi al gruppo. Ci vorrà ancora qualche giorno per rivedere Milan Skriniar, ancora positivo ma atteso in Italia d’accordo con le autorità tra oggi e domani, dopo il lungo isolamento passato in Slovacchia: il prossimo tampone lo farà qui. Sensi, invece, resta out per un risentimento muscolare e sarà fuori per almeno una decina di giorni. Ma a questo Conte penserà da domani. Stasera all’Olimpiyskiy di Kiev per l’Inter la svolta è obbligatoria.

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