Roma – Cluj Streaming Gratis dove vedere Diretta Live Tv No Rojadirecta

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Dove e come guardare la partita, diretta tv e live streaming

Roma – Cluj sarà trasmessa questa sera a partire dalle ore 18.55 Tutti gli appassionati potranno guardare il match sui canali Sky e più nello specifico a Sky sport Serie A dal canale 202 del satellite e Sky Sport dal canale 251. Come sempre la partita si potrà anche guardare in streaming gratis, ovviamente per tutti gli abbonati al servizio. Questi dovranno utilizzare l’applicazione Sky Go che dà la possibilità di guardare tutto il calcio di Serie A attraverso i dispositivi mobili. In alternativa si potrà anche guardare Roma – Cluj attraverso i canali Now TV. Quest’ultimo è il servizio Sky che da la possibilità di poter acquistare l’evento prescelto oppure di sottoscrivere un abbonamento.

Ambizione fa rima con gestione e anche preoccupazione. C’è questo e altro nelle parole che Paulo Fonseca pronuncia alla vigilia della partita contro il Cluj, che può dare una svolta al girone europeo della Roma. Il turn-over resta una regola obbligata, perché aiuta a far sentire vivi tutti i giocatori e soprattutto consente a chi è più stanco di rifiatare, ma non neutralizza in alcun modo l’interesse dell’allenatore per la vetrina di Euroleague. Fonseca è il primo a sapere che la squadra del giovedì deve fare meglio rispetto a quanto ha prodotto la settimana scorsa contro il Cska Sofia. E però deve tenere conto non solo del campionato, e dell’imminente trasferta a Genova, ma anche della successiva pausa per le nazionali, l’elemento che genera più ansia a Trigoria nell’era del Covid. «Sì, sono preoccupato – ammette Fonseca – perché i controlli alla Roma sono molto rigorosi ma le trasferte nei vari continenti possono creare dei problemi. Speriamo non succeda niente».

LE SCELTE. Per battere il Cluj, Fonseca rinuncia a Smalling «che non può fare tre partite in una settimana in questo momento», e lancia la staffetta tra Mkhitaryan e Pedro: comincia il primo, «ma Pedro potrà giocare, non mi sorprende il suo impatto, è per la sua enorme qualità che l’ho voluto qui». Fuori naturalmente anche Dzeko, come al solito nelle partite di Europa League, a beneficio del misterioso Borja Mayoral: «A lui va dato tempo. Ma ha bisogno di giocare per integrarsi più velocemente. E’ importante per lui e anche per noi». In difesa torna Kumbulla, con Fazio che sostituisce lo squalificato Mancini. Per il terzo ruolo sarà ballottaggio tra Ibañez e Juan Jesus. L’altro dubbio è il partner iniziale di Mkhitaryan sulla trequarti: sarà uno tra Pellegrini e Villar, con il sicuro rientro di Cristante sulla linea mediana. «Ma non è una Roma B – sottolinea doverosamente Fonseca – io scelgo di volta in volta la formazione che mi dà più garanzie, in base all’avversario e alle condizioni dei calciatori in vista delle successive partite, che sono sempre molto vicine».
RECUPERI.

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Attende con fiducia i ritorni dei giocatori indisponibili, che gli possono permettere qualche cambio in più: ad esempio il giovane Calafiori sarebbe stato molto prezioso per gestire con attenzione Spinazzola, uno che non è abituato a giocare ogni tre giorni. E poi c’è il mistero Pastore che incombe. Il procuratore giura che lo vedremo a Trigoria la prossima settimana. Già ma in quali condizioni? «Lo aspettiamo. La cosa che mi interessa è che torni». Il senso è chiaro. Dopo l’operazione all’anca di agosto, ultimo tentativo da parte di Pastore per dare senso al finale di carriera, nessuno è in grado di prevedere modalità e tempi di recupero. E’ più facile fare i conti per Diawara e Calafiori. Il primo ha visto scadere ieri i giorni della quarantena, quindi sarà a disposizione della Roma dopo la sosta. Ma anche Calafiori potrebbe farcela, dal momento che il Covid non ha lasciato scorie sul suo giovane corpo.

L’AVVERSARIO. Quanto al Cluj, Fonseca rammenta: «E’ una squadra molto aggressiva, che viene da un ciclo di risultati importanti. Non possiamo sottovalutarlo. Lo scorso anno era nel girone della Lazio e l’ha eliminata. Ha affrontato il Siviglia senza perdere. Stiamo attenti». Parla con cognizione di causa e avverte la squadra dopo la deludente esibizione contro il Cska: in Europa non si scherza. Tra l’altro il Cluj, che ha già vinto all’Olimpico sia con la Roma che con la Lazio, non ha preso gol in alcuna delle ultime quattro trasferte europee. Anche Dan Petrescu, tra l’altro, ha il suo piccolo Dzeko: Mario Rondon, venezuelano classe ‘86, ha segnato già 4 gol in Europa League. Ma proprio Petrescu, ex pupillo di Zeman come terzino destro del Foggia, ha già annunciato le dimissioni: dovrebbe lasciare il Cluj per un club arabo (2 milioni di ingaggio) subito dopo la Roma.

Il punto in classifica ancora non c’è, la Roma resta a 11, ma la piccola speranza di vincere il ricorso contro lo 0-3 a tavolino di Verona ancora resiste. Semplicemente perché ieri la società ha chiesto e ottenuto un rinvio a lunedì dell’audizione, a cui avrebbe partecipato il Ceo Fienga, per ragioni personali di uno dei personaggi coinvolti nella questione. Dunque i Friedkin dovranno attendere per sapere se la loro imbattibilità sul campo si rispecchierà anche nei reali valori numerici. Ma il pasticcio Diawara, determinato chiaramente da un errore in buona fede che nessun vantaggio ha creato alla squadra, sarà difficile da sistemare perché il regolamento, purtroppo per la Roma, parla abbastanza chiaro.

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LA RICERCA. Ad ogni modo la proprietà continua il giro di incontri, non solo a Roma, nel mondo istituzionale e industriale, con l’obiettivo di capire i tempi di realizzazione del progetto Tor di Valle, incagliato e arrugginito tra le secche della politica. I Friedkin ritengono saggio aspettare prima di cambiare completamente obiettivo e interlocutori, dal momento che in primavera le elezioni comunali possono stravolgere la giunta e i comportamenti ondivaghi di molti consiglieri di Virginia Raggi potrebbero non essere più determinanti nello stallo. Soltanto se capissero che l’iter di Tor di Valle verrà bloccato definitivamente, i proprietari della Roma accetterebbero i consigli di alcuni personaggi molto influenti della città e valuterebbero un accordo per un altro progetto e un’altra area.

IL DIESSE. E a proposito di consigli. Per quanto riguarda il direttore sportivo, o comunque il capo dell’area tecnica che dovrà gestire il mercato e lo spogliatoio, la gara ad eliminazione ha lasciato un unico candidato forte, il portoghese Luis Campos, che si sta disimpegnando dal Lilla. Difficilmente si staccherebbe dalla dimora di Montecarlo, almeno nel breve periodo. Ma la speranza concreta dei Friedkin, che hanno incontrato Campos più volte, è che il sostegno in termini di consulenze possa bastare fino a giugno. Campos poi sbarcherebbe a Roma per occuparsi a tempo pieno della società. Solo che garanzie da questo punto di vista non ce ne sono. Almeno, Campos non le ha date. Ed è la ragione per cui Fienga, che vuole scongiurare un Baldini bis, cioè un dirigente lontano che si relaziona alla proprietà delegittimando la politica interna, ha proposto varie soluzioni alternative, da Piero Ausilio dell’Inter a Giovanni Sartori dell’Atalanta. Ma non sembrano opzioni praticabili, in questo momento.
Intanto, ieri è andata in scena la prima udienza sul caso Petrachi: l’ex ds ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro per il recente licenziamento. Il primo round è stato interlocutorio, le parti si riaggiorneranno a fine mese.

DELISTING. Nel frattempo il club, in attesa dell’uscita dalla Borsa, aspetta domani di capire quanti azionisti avranno aderito all’Opa. Ieri invece attraverso la fondazione Roma Cares, ha deciso di finanziare insieme alla Regione un murale dedicato al grande Gigi Proietti: verrà disegnato al Tufello, il quartiere dove è nato l’artista e sarà grande 11 metri per 15. Stasera la Roma giocherà con il lutto al braccio.

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