Streaming Online Cska Sofia – Roma dove vedere Diretta Live Tv Gratis No Rojadirecta

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Cska Sofia Roma  si disputerà, giovedì 10 dicembre 2020, alle ore 18.55  La partita sarà visibile sui canali Sky e nello specifico sui canali Sky Sport, sia sul satellite che sul digitale terrestre ed ancora Sky sport Arena al numero 204 del satellite.

Ovviamente chi vorrà potrà seguire anche il match in diretta streaming. Gli abbonati potranno affidarsi a Sky Go per poter vedere il match, scaricando l’app su dispositivi mobili quali computer e notebook o ancora tablet e smartphone. Ci sarebbe ancora un’altra possibilità, ovvero guardare il match su Now Tv, il servizio di streaming live e on demand di Sky che da la possibilità di poter assistere ai più importanti incontri di calcio, ovviamente dopo aver acquistato uno dei pacchetti offerti.

Leggi Sofia ma la testa è a Bologna. Inevitabile considerando che la Roma è già certa dell’approdo ai sedicesimi di finali e del primo posto nel girone. Proprio per questo motivo, Fonseca risparmia la lunga e poco agevole trasferta in Bulgaria a mezza rosa: Dzeko, Mkhitaryan, Mirante, Ibanez, Mancini, Cristante, Spinazzola, Veretout, Santon e Pellegrini. Si rivede invece nella lista dei convocati Smalling: «Giocherà qualche minuto», assicura Paulo. Il tempo delle polemiche con l’arbitro Maresca che gli sono costate un turno di stop e 10mila euro di multa sono alle spalle.

Non risparmia però perplessità sul fatto che sino a questo momento la Roma non ha mai potuto usfruire del fatto di giocare il lunedì: «Non capisco perché scendendo in campo il giovedì poi si debba giocare di nuovo domenica. Perché Genoa e Fiorentina giocano di lunedì e non noi? Così diventa difficile recuperare». Il tecnico difende poi Pellegrini, finito nel tritacarne dei social per un gol sbagliato contro il Sassuolo: «Tutte le critiche sono possibili, ma un giocatore romanista, che dà sempre tutto per la squadra, che vive la Roma in modo diverso è un esempio, è uno dei capitani.

E’ difficile comprendere perché manca la sensibilità per capire quanto Pellegrini lavora per la Roma e quanto ama la Roma. A Bologna spero di averlo». I nuovi esami svolti dal centrocampista hanno escluso intanto l’interessamento dei legamenti della caviglia: l’arto rimane però gonfio.

Questa sera debutto dal primo minuto per il giovane Milanese: «Sì, giocherà titolare – conferma il tecnico – È una gara che ci dà la possibilità di dare minuti ai giovani e anche di testare qualche calciatore che ultimamente non è stato al meglio come Smalling e Diawara». Nonostante il match di questa sera sia quasi un’amichevole, il tecnico vuole vincere: «Sono soddisfatto di quanto fatto, ma non abbiamo finito.

È vero che siamo primi nel girone, ma vogliamo giocare la prossima partita per vincerla. Dopo la fase a gironi incontreremo squadre molto forti e l’Europa League diventerà una mini Champions League con tanti club importanti, vediamo cosa succederà».

Nella giornata di ieri è intanto andata in scena l’assemblea degli azionisti dell’As Roma. Via libera alla proposta di incrementare fino a 210 milioni di euro l’importo massimo dell’aumento di capitale già deliberato nell’ottobre del 2019, estendendo il termine per la sua sottoscrizione, che potrà avvenire anche in via scindibile, fino al 31 dicembre 2021. In sede ordinaria l’assemblea ha anche approvato il bilancio al 30 giugno 2020, chiuso con una perdita di 188,2 milioni e preso atto che il bilancio consolidato ha invece registrato un rosso di 204 milioni. Eletti i componenti del Collegio sindacale.

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Si tratta di Claudia Cattani, Luca Benigni e Mario Civetta, Illa Sabbatelli e Andrea Rocchi. Nessuna deliberazione, invece, è stata assunta in merito alla situazione di patrimonio netto negativo civilistico della società, in considerazione della sospensione legale, per effetto del Decreto Liquidità, dell’art. 2447 (che impone di ricostituire il capitale quando scende sotto il minimo legale) e della modifica di taluni elementi della delibera di aumento di capitale e dei versamenti effettuati dal socio di controllo Neep Roma Holding, allocati a “Riserva Azionisti c/Aumento di capitale” e destinati alla sottoscrizione dell’aumento.

si al RICORSO AL CONI

Confermato il ricorso della Roma al Collegio arbitrale del Coni, come annunciato lo scorso 10 novembre da Fienga, per il caso Diawara (sconfitta a tavolino con il Verona): se accolto, il procedimento ripartirebbe dalla Corte sportiva federale.

La sesta giornata di Europa League è decisiva per cinque gruppi: A, B, F, I e K. Negli altri, infatti, le due qualificate sono già note, si gioca per decidere chi come prima e chi come seconda. Nell’A la sfida decisiva per il secondo posto è quella tra Young Boys e CFR Cluj. Ai ragazzi di Seoane Castro basterebbe un pareggio, come all’andata, per raggiungere i sedicesimi di finale, mentre la formazione di Bilasco deve assolutamente vincere per centrare la qualificazione. Difficile ma non impossibile, visto che tre dei cinque punti accumulati li ha conquistati nella trasferta di Sofia.

Nel B il Rapid Vienna di Kitagawa è nella stessa condizione. I sei punti gli austriaci li hanno fatti tutti contro il Dundalk e con una certa fatica, pensare che possano batte il Molde, pur giocando in casa è impresa ardua, considerando, inoltre, che hanno perso l’andata 1-0 e che dovrebbero vincere con almeno due gol di scarto per raggiungerlo in classifica e avere il vantaggio degli scontri diretti.

Nell’I il Maccabi Tel Aviv di Cohen non dovrebbe avere problemi contro i turchi del Sivasspor, già battuti all’andata in rimonta. Agli israeliani basta un pareggio, mentre gli ospiti devono tentare il tutto per tutto per passare il turno. Idem nel gruppo K tra il Wolfsberger e il Feyenoord di Advocaat che all’andata ha subito un sonoro 1-4. Nell’F l’AZ Alkmaar non dovrebbe avere problemi, in trasferta, contro il Rijeka, ma tutto dipenderà da Napoli-Real Sociedad, a pari punti spagnoli in vantaggio negli scontri diretti.

Se è vero come è vero che la Roma va a Sofia per provare a portare a casa un’altra vittoria (nonostante sia già certa del primo posto nel suo girone), allora è altrettanto vero che non c’è partita più bella per provare a festeggiare alla grande.

Perché toccherà proprio a lui – e cioè a Pedro – essere la chioccia di un gruppo in cui al suo fianco, sulla trequarti, l’attaccante spagnolo avrà un baby come Tommaso Milanese (solo 18 anni, quasi la metà di quelli dello spagnolo). Insomma, Pedro dovrà essere ancora più d’esempio e ancora più trascinante di quanto non lo è già di solito.

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Anche perché vincere è un pensiero fisso nella sua testa, lui che proprio stasera a Sofia taglierà un traguardo non da poco: cento partite nelle coppe europee. Ma non cento partite così, qualsiasi, perché in quel percorso lì Pedro ha fatto soprattutto una cosa: vincere. Abituato a vincere Sulla carta Pedro oggi avrebbe dovuto riposare, magari restando a Roma come è successo a Mkhitaryan.

Ma il cartellino rosso rimediato contro il Sassuolo e la conseguente squalifica di Bologna hanno convinto Fonseca ad affidarsi ancora a lui, fin dal via. Il giocatore della Roma, del resto, è uno dei pochi al mondo che ha vinto praticamente tutto. Con i club (Barcellona e Chelsea) nei rispettivi paesi e nelle competizioni internazionali e con la Nazionale (un Mondiale e un Europeo). Nella sua bacheca personale ci sono ben 25 trofei, un’infinità.

Di questi, però, ben sette sono arrivati proprio nelle competizioni europee: tre Champions League e tre Supercoppa Europee vinte con il Barça, una Europa League portata a casa nel suo soggiorno di Londra. Ecco anche perché la Roma e Fonseca lo hanno voluto fortemente, perché è uno abituato a vincere. E quella abitudine cerca di trasmetterla costantemente anche ai suoi compagni di squadra.

«Il carattere dei giocatori per me è un aspetto molto importante – ha detto un paio di giorni fa Fonseca – Pedro è uno che al Chelsea non giocava sempre, ma quando lo faceva lavorava duramente anche nella fase difensiva. E qui sta confermando tutto quello che pensavo su di lui. Proprio come Mkhitaryan: sono ragazzi molto intelligenti, ma soprattutto con una grande motivazione».

Tanto che ieri Fonseca ci è tornato su. Così: «È un esempio, ha sempre tanto entusiasmo. Non è facile vedere un giocatore che ha vinto così tanti titoli avere una motivazione del genere. Ed è per questo che è un punto di rifermento per tutti gli altri». Lui e i tanti giovani E lo sarà ancora di più oggi, quando dovrà aiutare a districarsi nei vicoli dell’emozione anche i giovani che – dal via o in corsa – Fonseca vorrà mandare in campo contro i modesti bulgari del Cska Sofia. Di certo ci sarà Milanese, che dovrebbe giocargli proprio accanto (alle spalle di Borja Mayoral) e che l’Europa League l’ha già assaporata in un paio di circostanze.

Proprio come Tripi, che ha esordito in casa del Cluj, in Romania. Con loro due, poi, potrebbero trovare spazio anche Ciervo (un attaccante versatile che può svolgere tanti ruoli) e Bove, talentuoso centrocampista che stava per finire nell’operazione- Milik, con eventuale trasferimento al Napoli. E poi ci sono gli altri – Darboe e Bamba – magari potrà esserci spazio anche per loro, chissà. Una cosa però è certa: oggi Pedro festeggerà le cento presenze nelle coppe europee. E da uno abituato a vincere non può che arrivare un messaggio: festeggiare sì, ma con una bella vittoria.

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