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Sparta Praga Milan  si disputerà, giovedì 10 dicembre 2020, alle ore 21.00  La partita sarà visibile sui canali Sky e nello specifico sui canali Sky Sport, sia sul satellite che sul digitale terrestre ed ancora Sky sport Arena al numero 204 del satellite.

Ovviamente chi vorrà potrà seguire anche il match in diretta streaming. Gli abbonati potranno affidarsi a Sky Go per poter vedere il match, scaricando l’app su dispositivi mobili quali computer e notebook o ancora tablet e smartphone. Ci sarebbe ancora un’altra possibilità, ovvero guardare il match su Now Tv, il servizio di streaming live e on demand di Sky che da la possibilità di poter assistere ai più importanti incontri di calcio, ovviamente dopo aver acquistato uno dei pacchetti offerti.

Scorrendo l’elenco dei convocati di Stefano Pioli per la gare di questa sera risaltano le assenza di alcuni big della sua squadra, un po’ per scelta e un po’ per necessità. Sull’aereo che ha portato il Milan a Praga non sono saliti Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu, che proseguiranno a lavorare oggi a Milanello, mentre non sarebbero stati convocabili Simon Kjaer, Ismael Bennacer e Zlatan Ibrahimovic. Gli altri “titolarissimi” come Calabria, Theo Hernandez e Kessie si sono imbarcati per la Repubblica Ceca, ma non dovrebbero essere utilizzati salvo il caso in cui non vi sia una necessità effettiva.

Perché il Milan andrà a caccia sì della qualificazione, ma vorrà arrivare a Natale ancora in vetta alla classifica. A Milanello nessuno si pone dei limiti sul dove potrà arrivare questa squadra in campionato, ma molto passa anche dai rientri dei tre anelli titolari della colonna vertebrale della squadra. Il calendario che attende il Milan prevede il Parma in casa, doppia trasferta a Genova con il Genoa e a Reggio Emilia con il Sassuolo per poi chiudere, il 23 dicembre, in casa contro la Lazio. Gare non facili, ma nemmeno impossibili, soprattutto se Pioli riuscirà a inserire, il prima possibile, gli elementi dei quali deve fare a meno per la gara di questa sera.

I due candidati principali a ritrovare quanto prima il rientro in gruppo sono Bennacer e Ibrahimovic. L’algerino sta smaltendo l’affaticamento agli adduttori e potrebbe essere a disposizione già per la partita di domenica sera contro il Parma. Nelle gare in cui è stato assente, lo ha ben sostituito Sandro Tonali, che ha finalmente dato importanti segnali di crescita e di integrazione tecnico-tattica con il 4-2-3-1 milanista. Per quanto riguarda Ibrahimovic c’è da monitorare la situazione giorno per giorno. La sua volontà è quella di poterci essere contro il Parma, ma non è da escludere che anche domenica possa rimanere fuori. Tutto passa dai prossimi quattro allenamenti, soprattutto quelli di venerdì e sabato, dove potrebbe rientrare in gruppo. Ma se così non fosse, allora la proiezione si sposterebbe sulla trasferta di Genova. Il Milan ha dimostrato, anche senza Zlatan, di essere in grado di vincere e convincere, ma avere lo svedese nel motore è sempre un fattore più che positivo poiché ti garantisce leadership e gol. Calhanoglu e Donnarumma, invece, sono rimasti a Milanello per scelta tecnica. Un turno di riposo per entrambi, con un viaggio e tanto freddo in meno nel corpo non potrà che fargli bene, visto che sono – anche loro – membri di quel club delle prime scelte con le quali Pioli ha trovato l’equilibrio della squadra nel post lockdown.

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Il calendario, dunque, scandirà i tempi di rientro di alcuni big ma oltre a giocare per prendere i tre punti, il Milan potrà anche guardare quelli che saranno gli incroci tra le inseguitrici con discreto interesse. Il 16 dicembre, ad esempio, mentre il Milan sarà di scena a Genova, a San Siro ci sarà lo scontro diretto tra Inter e Napoli e quello tra Juventus e Atalanta allo Stadium. Il 20 dicembre, altra partita tra squadre che si potrebbero togliere punti è quella tra Lazio e Napoli. Arrivare alla ripresa, che vedrà in Milan-Juventus del 6 gennaio il suo match clou, ancora in vetta e con un buon margine di vantaggio è possibile. Ma il Milan, con i suoi big a posto, dovrà continuare a mantenere una velocità costante sulla rotta che porta prima al ritorno in Champions League e poi, chissà, verso la lotta tricolore. Dovesse rimanere lassù anche a fine gennaio, il Milan non si tirerebbe indietro.

Ai sedicesimi di finale di Europa League il Milan ci vuole arrivare da primo. Non sarà facile, ma provarci non costa nulla. Bisogna vincere a Praga, contro lo Sparta. Un avversario che non ha più nulla da dare a questa competizione, proprio come il Celtic.

Per questo arrivare primi non sarà comunque semplice. Ma non importa, conta la prestazione, ancora una volta l’atteggiamento in campo. «Noi vogliamo ottenere il massimo da questa stagione. Non sappiamo ancora quello che potrà essere, ma noi abbiamo bisogno di questo atteggiamento».

E così dovrà essere anche con una formazione chiaramente costruita per non togliere troppe energie alle prime scelte, a chi lotta per lo scudetto. «Affrontiamo un avversario molto determinato. Non può essere altrimenti: sono stati eliminati da questa competizione e hanno perso un derby».

Che lo Sparta sia una buona squadra lo sanno anche i francesi del Lille che a dieci minuti dalla fine erano sotto, prima di ribaltare il risultato. Ma il Milan si è preparato a tutto: a soffrire, a fare soprattutto una buona gara. Poi Pioli difende i suoi ragazzi e quella voglia di festeggiare ogni vittoria, anche quella con la Sampdoria, perché potrebbe ricapitare e non sarebbe sbagliato farlo. «Eccesso di euforia al ritorno sul pullman da Genova? Nessun eccesso.

E’ giusto festeggiare una vittoria, ci può fare bene, ma poi il giorno dopo pensiamo subito alla prossima partita, che è sempre la più importante. Non c’è euforia, ma molta soddisfazione». La stessa di quando parla dei margini della crescita del suo Milan: «E’ difficile dare una percentuale, ma continuo a pensare abbiamo ancora ampi margini di miglioramento».

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Capitolo formazione. Cambiano gli uomini che scenderanno in campo, non il modulo e nemmeno l’atteggiamento, parola tanto cara al tecnico rossonero. Per Pioli non si può parlare di Milan 1 e nemmeno di Milan 2. «In questa squadra c’è grande competitività. Avevo chiesto alla società un gruppo di qualità e hanno soddisfatto la mia richiesta. Anche stavolta andrà in campo una squadra che darà il massimo e che proverà a vincere». Tra i convocati tornano Musacchio e Rafael Leao («Vorrei fargli fare un pezzo di partita») ma nessuno dei due comincerà dal primo minuto.

Insomma, «tutti sono attori principali del nostro progetto. Siamo tanti, ma anche le partite sono tante». E c’è bisogno di tutti, anche di chi oggi è ancora fuori come Bennacer («Penso che domani sarà in gruppo e possa essere a disposizione per domenica contro il Parma») e Zlatan Ibrahimovic: che «sta meglio», si limita a dire il tecnico. «Credo che il complimento più bello l’abbia fatto Ranieri, quando ha detto che non sembra che il Milan giochi ogni tre giorni. Dobbiamo insistere, perché andiamo incontro a un periodo molto faticoso con tante gare». Un undici ampiamente confermato quello che scenderà in campo, con un solo dubbio nei tre dietro a Lorenzo Colombo: con Castillejo a destra e Hauge a sinistra, Pioli deve ancora scegliere chi far giocare al centro. Ballottaggio tra Daniel Maldini e Brahim Diaz.

Senza Alessio Romagnoli e nemmeno Gigio Donnarumma, potrebbe essere Samu Castillejo a indossare la fascia da capitano. Lui più che Gabbia. Una scelta di Pioli, che gli dà ancor più fiducia dopo un inizio non semplice per colpa di qualche problema fisico. Ora lo spagnolo sta bene e segna. Tre le reti realizzate nelle sue ultime tre gare, tra campionato e soprattutto Europa League. Proverà a ripetersi in una gara che vale il primato del girone contro «una squadra che ci vuole battere perché siamo il Milan». Un Milan che è «diventato una famiglia», dove la concorrenza non fa più paura. «Per diventare un gruppo forte è giusto che ogni volta che il mister scelga qualcuno, questo faccia bene. E’ così che si diventa una squadra vincente».

Chi fosse in vena di cattiverie e volesse fare uno sgarbo a Stefano Pioli, in queste ore avrebbe vita facile: basterebbe parlargli di Milan sperimentale, di Milan- bis, di seconde linee. Guai. Guai a toccargli i suoi magnifici ventisette – sì, certo, anche coloro che sono inchiodati a minuti zero – che lo stanno accompagnando in questa fantastica cavalcata. Comprensibile: il Milan in questa stagione (ma anche lungo la scorsa) ha risolto situazioni delicate e complicate grazie ai riservisti, che lui non considera tali ma che – numeri alla mano – vengono oggettivamente dopo le prime scelte. Stasera a Praga sarà la loro serata. Il trionfo dell’alternativo, l’occasione per conferme e debutti dal primo minuto. Un undici che dovrebbe cambiare per ben nove undicesimi rispetto alla trasferta con la Samp, in una sfida dove l’occhio di bue sarà manovrato nuovamente da Tonali.

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Una partita dove, a parte il lecito ma difficile tentativo di chiudere il girone al primo posto, a contare saranno soprattutto le motivazioni personali. Continuità Sandro avrà a disposizione altri minuti fondamentali per permettergli di calarsi con più convinzione ed efficacia nei meccanismi che finalmente iniziano a oliarsi. E’ un crescendo convincente e confortante, quello dell’ultimo periodo. Stasera per lui sarà la quarta da titolare nelle ultime cinque uscite rossonere e pare proprio che trovare continuità gli stia facendo bene.Domenica aGenova ha trovato la prestazione più convincente da quando è arrivato e i margini di miglioramento sono enormi. Pioli, come sa fare lui, lo sta accompagnando molto da vicino in questo percorso verso la luce anche perché, come ha detto più volte il tecnico, lo considera un titolare. Che a Marassi sia stato fatto un passo avanti evidente lo dimostra anche il tipo di partita di Sandro: decisa, concentrata soprattutto in fase difensiva, il che è un ottimo segno.

Significa calarsi nella parte e non accendersi soltanto a sprazzi com’era successo fino a poco tempo fa. «Tonali continua la sua crescita importante e non si deve accontentare – raccontava ieri Pioli –. Può ancora crescere in tanti aspetti e sono certo che lo farà perché ne ha le qualità». Chi si rivede Stasera, giusto per capire la rivoluzione programmata dal tecnico, Tonali sarà il secondo rossonero col minutaggio più alto (dopo Gabbia) dell’undici di partenza. In pratica una sorta di leader all’improvviso, considerando che Donnarumma, Romagnoli, Calhanoglu non sono nemmeno stati convocati, mentre Ibra, Kjaer e Bennacer sono ancora infortunati. Occorrerà governare il gioco con compagni molto diversi dal solito. In porta si piazzerà Tatarusanu, che per il momento viene suomalgrado ricordato soltanto per gli errori con la Roma.

In difesa le due grandi novità sono Conti e Duarte: per entrambi sarà il debutto stagionale da titolare. E in panca si rivede Musacchio, cinque mesi e mezzo dopo l’intervento alla caviglia sinistra. Accanto a lui anche Leao, che ha solo un allenamento in gruppo nelle gambe, ma che è stato convocato e giocherà anche uno spezzone. In avanti il “solito” Castillejo titolare di coppa, con Maldini favorito su BrahimDiaz,Hauge eColombo. «Solo da fuori si può pensare che qualcuno non sia un attore principale nel nostro gruppo – ha sottolineato Pioli –. Sono certo che chi sarà sceso meno in campo, si farà trovare pronto. Sono tutti ottimi professionisti ».

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