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Inizia con la sfida al Sassuolo la lunga cavalcata dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini in questo 2021. Nei primi 78 giorni dell’anno la truppa nerazzurra giocherà sicuramente 18 gare tra serie A, Champions League e Coppa Italia con la possibilità che diventino 21 in casi di percorso positivo nella competizione nazionale.

La gara con gli emiliani di Roberto De Zerbi arriva dopo un pareggio a Bologna che ha lasciato l’amaro in bocca ma Gasperini alla vigilia ha preferito sottolineare la bontà della prestazione: «A Bologna abbiamo dominato ed è finita 2-2 ma difficilmente in Italia si vedono gare con questa differenza.

Abbiamo fatto un’ottima partita e non siamo riusciti a chiuderla, ora si riparte dal Sassuolo, arriviamo da una striscia molto buona e positiva e praticamente non ci siamo mai fermati. Questa settimana è stata molto utile, giocheremo tante gare già a gennaio e vogliamo ripartire. Siamo in una buona posizione e in campionato vogliamo fare bene: lo abbiamo dimostrato anche al Dall’Ara. Guardiamo avanti ma non sono queste le partite che creano problemi».

Nelle ultime stagioni la sfida con il Sassuolo è sempre stata sinonimo di grande spettacolo e, anche se diversi osservatori sono curiosi di vedere la gara di oggi, per il tecnico dell’Atalanta è il campionato italiano a regalare nuove emozioni: «Ogni anno è diverso e si riparte da capo. Con loro sono sempre state partite da interpretare, anche l’anno scorso hanno avuto un inizio molto buono.

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Hanno mantenuto la stessa intelaiatura inserendo in rosa anche qualche pezzo di valore. Noi e il Sassuolo siamo vicini alle squadre delle grandi città, è una partita di valore e importante. Ci sono tante gare nel campionato molto interessanti, vedo parecchie novità che rendono il nostro torneo molto più equilibrato del passato. Sappiamo che ci saranno difficoltà ma anche che cosa dobbiamo fare. Sarà importante vedere come ripartiamo, la striscia di gioco che riusciremo a fare e darci continuità. Speriamo di dare un bello spettacolo».

Gli unici giocatori in infermeria sono Caldara, Toloi e Pasalic ma la settimana quasi completa di lavoro che ha permesso a tutti di allenarsi con continuità è stata estremamente positiva: «Caldara sta reagendo bene, ha bisogno di ritrovare ritmo e condizione e potrei anche convocarlo già per la gara con il Sassuolo: le risposte sono molto positive. Toloi non ha problemi particolari, lo stiamo gestendo con precauzione e con il Parma dovrebbe esserci. Pasalic sta migliorando molto e potrebbe accorciare tempi.

Pronto per metà gennaio? Non riesco a dare ora una tempistica, vediamo come sta la prossima settimana».  Altri tre giocatori che, per motivi diversi, sono sotto la lente d’ingrandimento sono Miranchuk, Maehle e Gomez: «Quella di Miranchuk a Bologna non è stata una buona partita, deve inserirsi in questa squadra e ancora non ci è riuscito. Ha valori e si vede, il ruolo è un po’ da scoprire e si deve un po’ adattare: Pessina e Romero, ad esempio, ci sono già riusciti.

Alcuni ce la fanno subito e altri ci mettono di più. Maehle? È appena arrivato ma c’è la convinzione che può davvero essere utile. Il fatto che sia stato preso subito è un segnale importante di come si creda molto in questo ragazzo. Situazione ingombrante quella di Gomez? Per noi non è ingombrante perché ci stiamo preparando alle tante partite che ci aspettano in questo periodo».

Contro il Sassuolo ci sarà l’imbarazzo della scelta in attacco ma un posto per Ilicic appare scontato. Parlando della possibilità che lo sloveno possa crescere ancora il tecnico nerazzurro si è espresso così: «Direi che così va già molto bene. È un elemento recuperato, rischia molto la giocata e a volte può sbagliare, ma lo vedo inserito e sta facendo cose determinanti. In quel ruolo possediamo più ricambi, serve sempre essere al meglio per avere le soluzioni migliori tra i piedi e quando riesci ad alternare è importante per averli al meglio nella prossima gara».

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La chiosa del tecnico è sul mercato, finito ancor prima di cominciare con l’idea della permanenza di Diallo che stuzzica parecchio: «Noi stiamo bene così, la società sarà sempre vigile ma in questo momento siamo a posto. Chissà che non possa restare qui Diallo, è del Manchester United ma vediamo se si può fare fino a giugno».

Sono 22 i convocati di Gian Piero Gasperini per la sfida di oggi pomeriggio contro il Sassuolo. Pochi i dubbi di formazione per il tecnico che in difesa dovrebbe schierare Djimsiti, Romero e Palomino a protezione di Gollini con Hateboer, De Roon, Freuler e Gosens sulla linea di centrocampo. Pessina ormai è un titolare e giocherà a supporto di Ilicic e del rientrante Zapata che dovrebbe vincere il ballottaggio con Muriel. A proposito di quest’ultimo, l’allenatore nerazzurro nella conferenza della vigilia ha spiegato che «può essere determinante dall’inizio o a partita in corso. Quando entra magari è subito pronto rispetto a Zapata. Ma anche su questo possiamo lavorarci». Prima convocazione dopo circa tre mesi per il difensore Mattia Caldara, che ha ormai superato il problema al tendine rotuleo per cui è stato operato e che ora ha solamente bisogno di ritrovare la miglior condizione possibile in vista delle prossime gare ufficiali, in un calendario che si presenta particolarmente intenso per l’Atalanta.

Prima del 2021 per il Sassuolo e primo test probante di un mese di gennaio che, per gli emiliani, sarà particolarmente complicato. Oggi a Bergamo c’è l’Atalanta che lo scorso campionato punì il Sassuolo con un doppio 4-1: «Non vale ricordare solo lo storico dei nostri incontri – detta il tecnico neroverde Roberto De Zerbi – negli anni l’Atalanta ha fatto male un po’ a tutti e il percorso fatto in Champions League rende l’idea sulla forza di questa squadra. Ma noi prendiamo il pullman per andare a Bergamo non per passare una domenica diversa, ma per fare la nostra parte in pieno. Dopo la gara col Milan, prima del match con la Sampdoria, avevo detto che volevo portare in campo la rabbia del gol preso di Leao e così è stato. Ora spero che ci portiamo le sconfitte degli ultimi anni con l’Atalanta. Quello che stiamo facendo dobbiamo difenderlo con le unghie e con i denti».
Per De Zerbi, bresciano di nascita e grande tifoso delle rondinelle, questo è anche un po’ un derby: «Loro sono una squadra completa, hanno storia, pubblico, squadra, allenatore, società. E’ una grande del campionato, non è più una provinciale. Hanno un seguito grandissimo, mi dispiace più del solito giocare questa gara a porte chiuse, avere lo stadio pieno è uno stimolo per noi. L’Atalanta vale la Juve, l’Inter, il Milan, il Napoli, la Roma… ci aspetta una sfida molto difficile. Non è ancora decisivo nulla a questo punto della stagione, ma vogliamo giocarcela». Anche perché il Sassuolo è quarto in classifica…: «Il campo non regala mai niente e se dice che siamo quarti è perché ce lo siamo conquistati con merito. Abbiamo avuto tanti giocatori determinanti fuori, penso a Caputo, Djuricic, Boga, Magnanelli e c’è spazio per fare meglio». Del resto l’Europa è più di un sogno, è un obiettivo: «Arrivare tra le prime sette significa andare oltre quello che dicono i pronostici. Sulla carta abbiamo sette squadre più forti di noi – scandisce De Zerbi – ma a noi la carta non interessa. Il campionato scorso abbiamo chiuso ottavi ma non ci basta, vorremmo cercare di andare più avanti. Dove non lo so, lo dirà il campo che è il giudice. Quello che so è che non ci devono essere rimpianti a fine campionato per non averci provato». E, allora, inevitabile pensare al mercato: «Se tutti stanno bene non serve nulla. Ma forse vale la pena far qualcosa in più perché non credo che tutti gli anni il Sassuolo a Natale possa essere quarto in classifica».

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