Enrico Brignano e Flora Canto presentano a tutti il figlio Niccolò

E’ iniziato tutto così, con un pianto deciso, come a dire “adesso ci sono anche io”, con una testolina piena di capelli scuri e con piccole labbra carnose che si muovevano quasi volessero assaggiare l’aria per la prima volta. E poi una voce, adulta ed emozionata, che all’orecchio sussurrava: «Grazie amore per questo secondo regalo che mi hai fatto».

Flora Canto non dimenticherà mai l’inizio della sua storia d’amore, quella con il secondogenito Niccolò, frutto del legame con Enrico Brignano. Il bimbo, al quale è stato dato come secondo nome Antonino, per ricordare il papà dell’attore, scomparso anni fa, è nato la mattina del 19 luglio in una clinica di Roma, regalando alla famiglia 2 chili e 950 grammi di nuova felicità. «Ho fatto il cesareo, quindi ero lucida e ricordo tutto.

Sono stata molto fortunata a partorire ora, scavallando il periodo Covid più duro: se fosse accaduto prima sarei stata da sola e avrei sentito che mancava una parte determinante. Enrico ha potuto starmi accanto, i nostri visi sono rimasti vicini, le sue parole rassicuranti mi hanno dato conforto e forza», racconta.

E ricorda: «Quando Niccolò è nato me lo hanno messo vicino: l’immagine del suo musetto l’ho impressa negli occhi e nel cuore. È stato così anche quattro anni e mezzo fa, quando è nata Martina. La gioia pura io la raffigurerei così».

A tre settimane da quel momento, Flora ed Enrico ci presentano il neonato nel verde della loro casa al mare, al Circeo. Un bimbo delizioso, buono buono: «Ho il terrore a dirlo, ma per ora è tranquillissimo, mangia e dorme.

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Con Martina avevo fatto più fatica, praticamente non ho dormito per due anni, perché aveva frequenti risvegli notturni. Con Niccolò mi sono fatta dare una mano per i primissimi giorni da una puericultrice che mi ha aiutato a impostare il corretto ritmo del sonno e dell’allattamento. Lui sembra averne beneficiato, e anche io, che ho avuto un post partum turbolento, con forti dolori e febbre alta. Il secondo cesareo è stato più doloroso rispetto al primo: forse il mio corpo è cambiato, forse perché ho quasi cinque anni di più. Ma la forza dell’amore che provi per i figli ti fa superare ogni cosa».

E ti fa sembrare un fiore anche dopo poche settimane: ora Flora sta benissimo, come vedete nelle nostre immagini. Le prime con la famiglia al completo. «Non finirò di ringraziare Flora per avermi accolto nella sua vita e avermi completato come artista, come uomo e ora come padre.

Sto vivendo un misto di emozioni: gratitudine alla vita, alla mia compagna, a Dio. E provo una sensazione di completezza che mi porta a sentirmi più responsabile e allo stesso tempo protetto da una nuova famiglia che io e lei abbiamo creato e che si avvia per il cammino della vita», confida Brignano con fierezza, mentre gioca con la bambina e poi stringe il piccolino con la delicatezza che si riserva ai tesori più preziosi.

Martina è affettuosa con “Nicco”, come lo chiama lei. «Avere un fratellino la rende più mammina. Giorni fa mi ha portato due monetine da un centesimo prese dal salvadanaio: voleva comprargli un doudou, il pupazzetto che si tiene in culla».

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Gelosia da primogenita? «Quando ero in clinica ho chiesto a Enrico di portarla perché conoscesse Niccolò. Sulle prime tutto bene, ma, arrivato il momento dei saluti, ha pianto, non capiva perché mamma restava con il piccolo e lei doveva tornare a casa. Una volta rientrata, mentre allattavo, si domandava perché non potesse averne anche lei, ed è nata un po’ di competizione. Le abbiamo spiegato che è sempre al centro di tutto, assieme al fratellino. Sorride, ma ha bisogno di rassicurazioni. Tant’è che a settembre, quando presenteremo il nuovo arrivato ai parenti, celebreremo “la festa della sorella maggiore”, così da non rischiare di farla sentire esclusa», spiega Flora con dolcezza.

Giorni fa hai pubblicato una tua immagine su Instagram nella quale mostri un accenno di pancetta, rimasta dal parto. «Volevo rassicurare le donne che mi scrivono che il non essere perfette, scolpite, toniche, dopo aver messo al mondo un figlio, è naturale; che non è tutto rose e fiori come sui social si tende a mostrare, dando di sé immagini da Wonder Woman. Volevo dire la verità, la mia verità, fatta di un corpo che cambia, di giorni delicati, nel mio caso culminati con un principio di mastite e poco latte, che mi hanno fatto smettere di allattare. E poi momenti di vulnerabilità e scombussolamento. Ma è giusto e naturale che sia così.

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Noi donne abbiamo bisogno di tempo per prendere le misure con una nuova vita che si innesta nella nostra. E questo tempo va rispettato, senza fretta, per ripristinare gli equilibri». Enrico guarda la sua donna, lei ricambia con un abbraccio. «E innamorato dei suoi figli. E con il maschietto è come se sentisse il passaggio del testimone, che il cognome prosegue». Flora sorride: «Mi sta dando una mano, ci prova. Non gli fa il bagnetto per paura di fargli male, ma si propone di darmi supporto la notte. È capitato, però, che una volta, nel farlo addormentare, lui crollasse sul divano e il bimbo fosse bello sveglio a guardarsi attorno».

I due torneranno presto a lavorare insieme: «A settembre Enrico riprenderà il tour e all’Arena di Verona faremo la parodia di Romeo e Giulietta. Poi tornerò in Tv con un programma mio. Cercherò di far combaciare tutto: famiglia, figli, lavoro, casa. E coppia: è fondamentale continuare ad alimentarla con attenzioni e piccoli momenti , esclusivi, anche quando la gestione familiare è più laboriosa». Enrico guarda i suoi eredi: «Vorrei dire loro che ci sarò sempre, che devono essere consapevoli di essere fortunati, perché sono frutto dell’amore che li accompagnerà ogni giorno. E che li riempirò di frutta, come faccio con la mamma!», scherza, donando a questa estate speciale un tocco di ironia: il sale della vita.

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