Streaming web Atalanta – Inter gratis come vedere diretta live TV

La partita Atalanta – Inter . Sarà un’esclusiva DAZN, detentore dei diritti di 10 partite su 10 per ogni giornata di Serie A, di cui 3 in co-esclusiva con Sky Sport. La gara sarà visibile in streaming, attraverso il download dell’app ufficiale dell’emittente – con relativa iscrizione e abbonamento – o attraverso una qualsiasi Smart TV. Da quest’anno, con l’acquisto del DAZN box sarà possibile inoltre avere un canale digitale dedicato con i migliori contenuti scelti giorno per giorno. Si sconsiglia categoricamente l’utilizzo di siti pirata per la visione della gara. Sarà disponibile anche sul sito una diretta testuale per seguire la partita: un evento non solo attesissimo dai tifosi azzurri, ma che sarà seguito in tutto il mondo.

Un doppio esame per far vedere a tutti chi è il campione d’Italia. È vero, Simone Inzaghi ha ereditato questo titolo raccogliendo la sfida dell’Inter per il post Antonio Conte , ma finora il tecnico piacentino ha risposto presente, dimostrando di poter dare continuità a una squadra che ha sì subito perdite importanti, senza però abbattersi, né evidenziare sul campo – almeno per quanto concerne i primi risultati -, un ridimensionamento. L’Inter oggi sfiderà alle 18 l’Atalanta, mentre martedì sarà a Kiev per affrontare lo Shakthar di De Zerbi nella seconda giornata del girone di Champions. Una gara importante quella di oggi contro la Dea di Gasperini per confermarsi ai piani alti in Serie A; una sfida già decisiva quella in Ucraina per non rischiare un nuovo flop in Europa dopo il beffardo esordio di San Siro con il Real Madrid, a lungo dominato, ma vincente nei minuti finali.

Come ha voluto ricordare Inzaghi ieri a InterTv, «nel calcio di oggi, giocando ogni due giorni e mezzo, è difficile fare discorsi a lungo termine, bisogna guardare all’immediato e l’immediato è l’Atalanta, una grandissima squadra, siamo focalizzati su di loro». Allo Shakthar i nerazzurri inizieranno a pensare da domenica, anche perché quella di Kiev sarà una partita da non sbagliare. Serviranno tre punti per evitare di trasformare il girone in una montagna difficile da scalare, ma soprattutto per non far diventare lo Shakthar una sorte di tabù in Europa, dopo i due pareggi della scorsa annata che costarono gli ottavi di Champions. Oggi, comunque, c’è l’Atalanta e probabilmente i due allenatori dovranno preparare il pallottoliere. Lo dice la storia delle sfide in campionato fra Inzaghi e Gasperini. In dieci precedenti, tutti nelle partite fra Lazio e Atalanta, sono piovuti 43 gol, ovvero 4.3 di media a incontro. Il bilancio è sostanzialmente in equilibrio, con 3 vittorie per Inzaghi, 4 per Gasperini e 3 pareggi. I due tecnici si sono affrontati anche due volte in Coppa Italia con un successo per parte, ma la vittoria di Gasperini per 3-2 nei quarti della scorsa edizione non potrà mai fare il pari con il trionfo di Inzaghi per 2-0 nella finale del 15 maggio 2019. «L’Atalanta, si sa, è un’ottima squadra, non regala e concede nulla, noi dovremo essere bravi a fare altrettanto – ha analizzato Inzaghi- . La fame e la cattiveria su ogni pallone in determinate partite come questa, faranno la differenza».

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L’Inter arriva alla partita in buona condizione. Nella scorsa giornata ha rischiato di capitolare più volte a Firenze, terminando il primo tempo sotto solamente di un gol grazie a un super Handanovic . Nella ripresa, però, i nerazzurri hanno sprigionato tutta la loro forza: «Martedì è stato importante, nonostante la prima mezzora, rimanere in partita, restare lucidi – ha proseguito il tecnico -. Ho visto una grande reazione dei ragazzi, da squadra importante. Siamo contenti, ma adesso avremo una gara altrettanto impegnativa». Inzaghi rinvierà il turnover, Atalanta e Shakthar per i suddetti motivi sono gare che l’Inter dovrà affrontare con la miglior formazione possibile: «Aver mandato in gol undici marcatori differenti in cinque gare è senz’altro una cosa che mi rende felice – ha chiosato Inzaghi -. Cerco di coinvolgere tutti, ho giocatori che si fanno sempre trovare pronti, dall’inizio o subentrando. Con i cinque cambi i titolari sono sempre meno, da allenatore hai bisogno di tutti e tutti, chi per 90, 60 o 30 minuti, stanno dando ottimi segnali. Ho avuto la fortuna di trovare una squadra che era già ottimamente allenata, noi cerchiamo di dare idee che possano aiutarci a far sì che la crescita sia in continua evoluzione».

«Anche se sono passate solo cinque giornate, credo che i valori siano già definiti. Inter, Napoli e Milan hanno qualcosa in più, e vedo Fiorentina e Torino nella nostra stessa fascia, ad esempio. Non parliamo di corsa allo scudetto, noi giocheremo sempre per migliorare sperando che qualcuno inciampi, ma anche la Juve tornerà in alto. Mi aspetto un campionato durissimo, pensiamo solo a fare il massimo e affrontiamo l’Inter con fiducia, sono forti nonostante qualche cessione importante». Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha scelto il basso profilo.

La formazione nerazzurra si presenterà oggi in casa dei campioni d’Italia con 10 punti in 5 giornate, alle 18 andrà in scena una sfida molto interessante e dalle parole dell’allenatore bergamasco si è percepito grande rispetto per la formazione allenata da Simone Inzaghi . «Vincere a Firenze in rimonta è un bel segnale – ha sottolineato il Gasp -, era già successo con il Verona. Senza Lukaku hanno cambiato qualcosa nel modo di giocare, l’anno scorso fecero un grande filotto di vittorie e anche se le cessioni avrebbero potuto influire in negativo, vedo una squadra che sta trovando equilibri diversi. Davanti hanno tante soluzioni, anche su palla inattiva, e noi cercheremo di affrontarli con le nostre caratteristiche: se pensi solo a difenderti e non a dar fastidio all’avversario diventa tutto complicato».

Provarci, dunque. È questo che cercherà di fare la Dea al Meazza nonostante in attacco le scelte siano un po’ ristrette e le condizioni di Pessina (comunque convocato) non siano delle migliori. «Ha preso una contusione al collo del piede, dolorosa, ma sta passando. Spero di averlo al meglio, nel caso in cui non scenda in campo subito credo che Pasalic abbia caratteristiche più adatte di Koopmeiners per giocare in quel ruolo. Muriel non ci sarà con l’Inter ma spero di averlo in panchina per la partita di Champions League e poi pienamente a disposizione per il Milan». Il giochino dei titolari e dei subentranti, per il tecnico di Grugliasco, è un dettaglio da quando ci sono le 5 sostituzioni a disposizione. «Col Sassuolo ne abbiamo cambiati cinque rispetto a Salerno. Tante volte non si guarda a chi entra in campo subito e a chi lo fa dopo, ma è importante poter schierare un giocatore per 70′ minuti invece che per tutta la gara. Ne beneficia il riposo». Già contro i neroverdi di Dionisi , comunque, la prova è stata migliore rispetto a quella vista sul campo della Salernitana. «Sicuramente non abbiamo fatto una buona partita a Salerno, ci saranno comunque difficoltà in tutte le gare. Abbiamo dieci punti, è un buon bottino. Ora ci sono degli scontri che prevedono difficoltà maggiori, ma non ci sono problemi sulla tenuta della squadra. Non è mai questione d’intensità, questa è la mia idea: è un discorso di qualità tecnica. La condizione della squadra è molto buona da diverse settimane».

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Il modulo sarà ancora il 3-4-1-2, i convocati sono 22 e Zapata giocherà dal primo minuto: le voci di mercato sull’Inter di quest’estate ormai sono un ricordo. «Lui è sempre disponibile e sul pezzo – ha concluso Gasperini -, a tanti capita di essere toccati da voci di mercato, ma non ho avvertito il minimo problema. In questo momento sta facendo molto bene e gioca sempre, Piccoli , quando è entrato, ha fatto bene e adesso recupereremo anche Muriel , che è un’alternativa in più. Ilicic in questo momento può essere utilizzato così, è il giocatore che entra a gara in corso: a Salerno è stato determinante».

Sono solo tre i punti che separano l’Atalanta di mister Gian Piero Gasperini dall’Inter di Simone Inzaghi seconda in classifica: la compagine bergamasca stasera alle 18 è attesa a San Siro contro la squadra meneghina per una sfida che promette grande spettacolo. «Arrivati a questo punto del campionato è troppo presto per parlare di match decisivo, ma la rivalità calcistica fra le due tifoserie e la crescita vertiginosa delle ambizioni della Dea, rendono questa gara una delle più avvincenti del campionato da qualche anno a questa parte». A raccontarlo è Massimo Paganin , che in Serie A ha vestito le maglie di entrambe le squadre, e che attualmente ricopre il ruolo di capo delegazione della Nazionale Under 20 e di dirigente accompagnatore dell’Under 21. L’ex difensore si rivolge ai club più attrezzati: «Chiunque voglia andare in Champions deve prima fare i conti con l’Atalanta».

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Che tipo di gara si aspetta di vedere?
«Inter e Atalanta sono due squadre in salute: la prima è alla quarta vittoria in cinque partite, la seconda alla sua seconda consecutiva, e sta incominciando a ingranare. La Dea di solito parte sempre con qualche difficoltà, ma quest’anno a parere mio ne ha di meno: il gioco è consolidato, i calciatori sono ancora gli stessi dell’anno scorso, escluse le cessioni di Romero e Gollini , e soprattutto vedo ancora la fame di chi vuole fare cose importanti».

L’ha sorpresa l’Inter di Simone Inzaghi?
«Il mister è uno degli allenatori italiani che sta crescendo di più: ha fatto benissimo con la Lazio, e sapeva già cosa chiedere al gruppo nerazzurro, inoltre ha trovato una squadra con una consapevolezza importante. L’anno scorso l’Inter ha vinto lo Scudetto dopo nove anni di egemonia Juve, per raggiungere questo traguardo ha fatto qualcosa di importante dal punto di vista tecnico, tattico, ma soprattutto mentale. Quando hai quel tipo di mentalità sai di essere forte, e quindi devono esser gli altri a dimostrare di essere superiori».

Con 18 gol in 5 partite, sembra non aver sofferto la partenza di Luakaku e Hakimi..
«Bisogna essere onesti, sono tra i più forti al mondo nel loro ruolo, però chi è arrivato sta dando il proprio contributo. Dzeko e Correa, hanno completato al meglio il reparto offensivo e l’Inter aveva già due attaccanti importanti come Lautaro e Sanchez. La fortuna del club milanese è che può contare su attaccanti che sono tra loro complementari, praticamente potrebbero giocare tutti assieme. È chiaro che Dzeko ha caratteristiche diverse rispetto a quelle del centravanti belga, che era molto potente e riusciva d attaccare la profondità, ma il mister sa come far rendere al meglio i calciatori, adattando il gioco alle loro qualità ».

L’Atalanta, invece è solo a quota 6 reti, poteva fare qualcosa di più sul mercato?
«Il problema di fondo sono i prezzi dei giocatori: migliorare l’attacco dell’Atalanta, trequartisti compresi, dunque Zapata, Muriel, Ilicic, Malinovsky, Pessina, Miranchuk, obiettivamente non è semplice. Se hai calciatori di caratura internazionale, che hanno dimostrato di poter giocare in Champions League, per aggiunge valore devi spendere almeno 60-70 milioni e la società probabilmente allo stato attuale, non era disposta a fare questo investimento».

C hi è il più forte centrale della Serie A?
«Skriniar sta facendo molto bene ma anche Tomori e Kjaer: in generale chi sta in alto in classifica è anche perché ha una difesa importante. Mi aspetto molto da Demiral: deve ancora inserirsi bene alla Dea e fare un ulteriore percorso di crescita. Credo molto anche in Matteo Lovato, classe 2000, ho avuto modo di conoscerlo in Under 21, e in chiave futura può dare tanto alla squadra di Gasperini».

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