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Inter – Napoli dove vedere Streaming Gratis Diretta Live Tv (Serie A Ore 18:00 2021-22)

Il film si gira a San Siro, ma il prequel era ieri a Firenze :la caduta serale del Milan ha cambiato la natura di questo Inter Napoli, adesso chi vince guarda al futuro con tutt’altri occhi. Se per Inzaghi è succulenta l’occasione di accorciarea-4in un colpo solo su entrambe le squadre in vetta, Spalletti può sgommare in solitudine nella sua vecchia casa milanese. Che incroci Una squadra non ha mai superato l’antica sindrome dello scontro diretto: finora per l’Inter zero vittorie contro chi l’anno scorso ha chiuso tra le prime 7.

L’altra squadra, invece, ha più certezze: non perde in campionato da 21 partite, l’ultima ad aprile 2021 contro la Juve. Sarà comunque sfida di eccellenze: se nessuno in Italia segna quanto i nerazzurri, nessuno in Europa difende meglio dei napoletani. Lautaro, a digiuno da più di un mese, dovrebbe quindi bucare un reparto sigillato da Koulibaly: ha vissuto serate più facili finora .E pure nell’altra area si combatte un’altra sfida complessa: senza De Vrij, a Skriniar il compito di limitare quel ciclone di Osimhen. In mezzo, invece, la contrapposizione è quasi filosofica: da un lato governa Brozo, il giocatore che più macina chilometri, dall’altro dà il ritmo il mancino di Fabian Ruiz, centrocampista che gioca più palloni di tutta la A. E pure il oro scudieri promettono battaglia: Barella e Anguissa, il piccoletto e il colosso, modi diversi di essere mezzala nella serata che può cambiare il film scudetto.

Dove e come vedere Inter – Napoli

Inter Napoli. La gara verrà trasmessa in diretta tv ed in streaming da Dazn. Il match sarà quindi trasmesso in diretta tv esclusiva da Dazn e gli utenti potranno vedere la sfida tra Inter Napoli con una smart tv o utilizzando una Smart Tv o utilizzando ancora Amazon Fire Stick o Google Chromecast, la Xbox e la Playstation. Si potrà assistere al match anche in streaming, sempre tramite Dazn da dispositivi fissi, oppure scaricando l’applicazione da mobile e scegliendo l’evento che apparirà tra i primi del pannello della piattaforma dopo aver effettuato il login.

«Gara importantissima, ma non determinante, la differenza la faranno il coraggio e la motivazione». Simone Inzaghi ha provato a togliere un po’ di pressione ai suoi giocatori, ma sa benissimo che la gara di questa sera alle 18 ala Meazza contro il Napoli, sarà una sorta di bivio per il campionato dell’Inter. Prima della sosta i nerazzurri avevano mantenuto lo status quo pareggiando col Milan, rimanendo a meno 7 dalla vetta, ma contro il Napoli, in casa, sarà fondamentale cercare i tre punti per accorciare in classifica Anche perché perdere significherebbe finire a meno 10 ed è vero che al termine del campionato mancheranno ancora venticinque giornate, ma è chiaro che il contraccolpo, anche psicologico, sarebbe tosto da gestire.

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Non fosse altro perché l’inter, seppur rimescolata in estate, rimane la squadra campione d’Italia e perché non vincere significherebbe “ciccare” l’ennesimo scontro diretto della stagione: «Sapevo che dopo le perdite importanti avute in estate per salvaguardare la società, sarebbe stato un anno di transizione, invece siamo lì, ce la stiamo giocando in tutte le competizioni – il grido di orgoglio di Inzaghi – Ho la società sempre al mio fianco e un pubblico meraviglioso: i nostri tifosi sono l’uomo in più per noi». Detto ciò, servirà svoltare contro le big: «Fin qui abbiamo fatto un ottimo percorso, siamo protagonisti in campionato e Champions – ha spiegato Inzaghi -. Milan e Napoli hanno tenuto un grandissimo passo e noi contro Atalanta, Juventus e lo stesso Milan, per come sono andate le partite, avremmo meritato di più. Dobbiamo imparare a indirizzare meglio gli episodi – la sottolineatura -, ovvero quello che ci è mancato in alcuni scontri diretti nei quali dobbiamo comunque fare qualcosa di più, a partire dal Napoli».

BRAVO LUCIANO

Avversario assai scomodo perla forza della squadra di Spal-letti e perla cabala inzaghiana, visto che contro gli azzurri, da tecnico, Simone ha raccolto solo 2 vittorie in 11 precedenti, perdendo 8 volte (in equilibrio, invece, il bilancio con Spalletti: 4-1-4): «Si affrontano il miglior attacco e la miglior difesa, sarà una partita dove il coraggio e le motivazioni faranno la differenza – ha ribadito Inzaghi – Spalletti ha sempre fatto bene, è un valore aggiunto perle sue squadre». Infine Inzaghi ha inviato tre carezze speciali per i suoi: «Lautaro è generoso, dentro ilprogetto al 100% e lavora tantissimo, non si deve preoccupare perché ha occasioni e presto tornerà a segnare. Ranocchia sostituirà De Vrij, è un elemento affidabile, secondo me farà una grande partita. Il rinnovo di Brozovic? I dirigenti sanno benissimo quale sia il mio pensiero su Marcelo, un ottimo giocatore che sta facendo grandi cose anche quest’anno».

Non può essere soltanto Inter-Napoli, la prima in classifica che gioca in casa di quella che lo scudetto lo porta ancora sul petto. Il big match in programma oggi a San Siro è anche Spalletti contro la tifoseria che si annuncia nel numero di 6Qmila, molti dei quali ansiosi di veder spuntare la pelata di Spalletti per riservargli un abbondante bordata di fischi. Come ci si sente sapendo che il prologo del big match sarà questo? L’attuale coach del Napoli con una certa eleganza invia un mezzo siluro alla sua ex dirigenza : « Di Ascili e insulti ne ho presi un po’ dovunque, però quando vado via da una squadra, guardo come ho lasciato i conti e se ho vinto qualche partita.

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Ho finito all’Inter con la difficoltà di gestire quel momento e non ho dato colpe o vantaggi a nessuno per il quarto posto. Ho finito, sono andato a casa e non ho detto niente. Ma se mio ha la possibilità di spendere 240 milioni di stipendi e non 100, è tutto diverso, perché a quel punto i giocatori li prendi dal Chelsea e dal Manchester United. Detto questo, sono curioso di vedere come reagirò a San Siro e ringrazierò i tifosi al di là di come mi accoglieranno». Il Napoli è partito ieri pomeriggio senza Politano positivo al Covid, come cambierà il match con l’assenza di mi altro ex nerazzurro? «Fa parte delle difficoltà della stagione – minimizza Spalletti – e già nelle prime due giornate giocammo con soli tre centrocampisti, perché non c era ancora Anguissa, mentre Demme e ZieÙnski erano infortunati. Siamo andati avanti lo stesso e faremo lo stesso anche stavolta Al posto di Politano può giocare Elmas, Zielinski e anche Lozano, che sta bene, pur avendo fatto tante ore di viaggio dop aver giocato giovedì.

Ma è voglioso e sorridente». Spalletti non risparmia una garbata tirata di orecchie al messicano che ingenua-niente aveva dichiarato la sua voglia di mi club più grande delNapoli: «E’ normale avere ambizioni e mi auguro che a fine stagione Lozano riceva l’interesse di club che lui ritiene più importante, significherebbe che ha raggiunto i nostri obiettivi. Se i giocatori vogliono essere richiesti, devono fare risultati». Inter-Napoli sarà il classico big match ad alta tensione e senza mia favorita «Entrambe cercheranno la vittoria – spiega Spalletti – e all’Inter sono molto bravi con i due giocatori a tutta fascia: dovremo essere pronti a controbattere». E’ mio scontro diretto per lo scudetto anche se per Spalletti l’esito del match non sarà decisivo: «E’ una gara importante, non definitiva tra due squadre forti. Il fatto di arrivare qui da capolista, non è per me motivo di rivincita, è solo un passaggio importante per dare un’altra piccola felicità ad una città che ci sta dietro, che freme e ci spinge a fare ancora meglio. Abbiamo solo certezze e nessun dubbio, andiamo a fare la partita contro un avversario che ha le stesse qualità nostre, calciatori di livello come il nostro e un allenatore con esperienza».

Per rialzarsi, a questo Toro insolitamente seduto sarebbe servito forse un rivale più tenero: non è facile inseguire un gol che manca da una vita e buttare giù un fortino che ha un colosso come guardiano. Lautaro Martinez cerca se stesso dopo oltre un mese di digiuno e guida pur sempre il miglior attacco del campionato (29 reti). Incrocia pure la difesa più imperforabile di tutta l’Italia e di tutta l’Europa (4 gol subiti), guidata da un mostruoso Kalidou Koulibaly. Insomma, l’incrocio è complesso soprattutto se ci si concentra su ciò che è successo nell’ultimo periodo confuso. Lautaro è a secco dopo una testata segnata in nazionale contro il Perù: era il 15 ottobre, sosta precedente, l’inizio della crisi. In nerazzurro bisogna risalire, invece, a qualche giorno prima,2ottobre: rigore a Reggio Emilia nella rimonta col Sassuolo. Se poi si cerca un guizzo su azione si deve tornare all’inizio dell’autunno, al colpo al volo contro l’Atalanta datato 25 settembre. Tanto tempo fa, troppo, anche perché neanche l’aria di casa, in nazionale, ha cambiato il mood di Lautaro. Al Napoli il Toro ne ha segnati3in 6 presenze: ogni due partite un’esultanza. Koulibaly, che ha il compito di ingabbiarlo, riavrà il suo posto dopo un turno di squalifica. Non gli servono poi tante parole per far pesare il suo status, come ha detto bene Spalletti: «Vogliamo essere tutti Kalidou. È rispettato senza neanche parlare». Gli ricorda la saggezza di Nestor Sensini, uno che aveva tutt’altro fisico ma sapeva come difendere dentro a un fortino.

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Può più il cervello o il motore? Dentro a Inter-Napoli un duello esistenziale: meglio giocare la sfera o meglio correre senza la sfera? La semplificazione, però, racconta la diversa natura delle due squadre, soprattutto in mezzo: da un lato, in una formazione elettrica, immette energia il regista (croato) che più corre in campionato; dall’altro, al governo di un undici più manovriero, c’è il mediano (spagnolo) che tocca più palloni in Serie A. Il frenetico Marcelo Brozovic contro il contemplativo Fabian Ruiz, diversi che più diversi non si può, ma uniti da un contratto ballerino: l’interista scade a giugno, il napoletano ha un anno di più, ma entrambi i rinnovi sono in salita. In ogni caso, Brozo da tre stagioni è il giocatore con maggiori chilometri percorsi in media. Ha chiuso in vetta sia il 2019-20 sia il 2020-21epure in questo 2021-22 ha messo dietro tutti con un dinamismo esagerato: 11,584 km ogni 90’, secondo il veronese Baraka11,508. Per trovare un napoletano titolare che stia in questa classifica bisogna scivolare al decimo posto: Anguissa, che in media di chilometri ne corre 11,086. Il controllo della palla è il mantra spallettiano e per questo il mancino Ruiz è un ideale profeta: finora ha toccato 1044 palloni, un’enormità, più di ogni centrocampista su piazza .Considerando i 493 giocatori finora scesi in campo, lo spagnolo è secondo. Molto indicativo, poi, che i primi tre siano tutti napoletani: Fabian galleggia tra i 1077 palloni di Di Lorenzoei1029 di Mario Rui. È il segno di un’azione che sgorga con naturalezza dal basso.

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