Giulia chi è la fidanzata di Blanco

Voglio diventare come Gianni Morandi», ha detto poco prima di sapere che, insieme a Mahmood, era lui il vincitore del 72° Festival di Sanremo. Sorpresa e conferma, Blanco. Una vittoria da “Brividi” la sua, annunciata fin dal primo ascolto del brano che già da ora viaggia verso il successo internazionale. Saranno infatti loro due a rappresentare l’Italia all’Eurovision che giocheranno in casa, a Torino.

19 anni il 10 febbraio, nella serata finale Blanco, che all’anagrafe si chiama Riccardo Fabbriconi ed è nato a Calvagese della Riviera, nel bresciano, subito dopo la vittoria è corso in platea ad abbracciare la sua mamma: «Quando ero piccolino facevo dannare i miei genitori e vederli commossi per me è stato incredibile».

Accanto a mamma e papà Fabbriconi, all’Ariston c’era la fidanzata Giulia. Che poco prima si era sentita dedicare l’esibizione: semplicemente «Per Giulia» ha detto “Blanchito”, che non ha mai fatto mistero di essere innamorato e ricambiato da questa ragazza tenuta sempre fuori dai riflettori. Con buona pace dei fan che sui social network speravano di vederlo fare coppia proprio con Mahmood: su Twitter, fin dalla loro prima apparizione sul palco del Teatro Ariston, era altissima l’aspettativa “bromance”.

Così si chiama il rapporto intimo tra due uomini, una fratellanza che si muove nella frontiera labile che separa l’amicizia dall’amore. Ma se Mahmood sul suo privato non ha mai varcato un muro altissimo di riservatezza, esponendosi solo nel video di Brividi e senza parole, lasciando parlare solo le immagini, Blanco è sempre stato chiaro. E non è una metafora: «Ci tengo a lei», ha detto parlando di Giulia a Radio Deejay. «L’ho conosciuta in una fase dove non facevo ancora questo, quindi so che a lei non interessa.

Posso fare quello che voglio mi dice “Sì, va bene”. È una ragazza delle mie parti». Di Desenzano, per l’esattezza. Sicuramente quello che si è creato con Alessandro (Mahmood) è un legame importante, che va oltre l’intesa professionale, ma si ferma a quella amicale. Due generazioni diverse, le loro, che si sono incontrate sulla base di una passione comune, quella per la musica. E che si sono unite anche grazie alle rispettive diversità: «Questa esperienza con Ricky mi ha insegnato tante cose» ha detto Mahmood. «Anche ad essere più imprevedibile». Blanco: «La sua presenza mi ha dato molta più tranquillita di quella che avrei avuto se fossi venuto a da solo».

Entrambi hanno imparato qualcosa l’uno dell’altro dunque. «Grazie a Ricky sono uscito dagli schemi: i suoi diciotto anni lo portano a vivere in maniera più libera di me», dice il più adulto. Blanco, con un passato da calciatore alle spalle (pare che se la cavasse bene, al punto da diventare capitano della sua squadra, la Feralpisalò) e un futuro proiettato verso l’olimpo dei grandi non solo in accezione anagrafica (vedi anche il parere di Marino Bartoletti, nelle pagine seguenti), è consapevole di vivere un momento speciale.

L’ultimo pomeriggio prima della gara, in hotel Blanco avrebbe voluto riposare per prepararsi alla serata finale. L’assembramento dei fan sul lungomare sotto al balcone della sua stanza, adiacente a quella di Mahmood, gli ha fatto cambiare idea: «Sono uscito perché volevo godermi il momento». Uno dei tanti che vivrà grazie al suo talento. Un talento valorizzato anche grazie all’incontro con Mahmood, uomo straordinario, forse il più grande music maker del momento. Auguri ragazzi, da tutti noi di Novella 2000.

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