Volodymyr Zelensky la storia del presidente dell’Ucraina

Da attore comico a presidente, da presidente a eroe nazionale: è questa la parabola che negli ultimi anni ha percorso Volodymyr Zelensky.

Una parabola che, nella sua ultima parte, il presidente dell’Ucraina forse avrebbe volentieri evitato. In questi giorni, infatti, il suo popolo è in fuga dalle bombe e dai soldati russi che hanno invaso il suo Paese per ordine del loro leader, Vladimir Putin. Zelensky, ora, sa che vogliono ucciderlo.

«Non ho paura per la vita: mi protegge la mia gente. Putin non poteva immaginare che gli ucraini avrebbero difeso il loro Paese con tale determinazione», ha detto il presidente eroe. «Come vivo? Dormo pochissimo, bevo una quantità impressionante di caffè e sono costantemente impegnato in discussioni e trattative».

E pensare che fino a qualche anno fa Zelensky passava le sue giornate sul set. Nel 2015, pare incredibile, ha interpretato un ruolo a dir poco profetico: nella serie tv Servitore del popolo era un insegnante che diventava improvvisamente presidente (vedi riquadro). Quattro anni dopo, nel 2019, ha davvero vinto le elezioni politiche ucraine. Sempre con l’appoggio della moglie Glena.

Architetto e scrittrice, lo aiutava a mettere a punto i copioni. Diventata first lady, si è impegnata nelle battaglie per l’emancipazione femminile e i diritti dei bambini.

Oggi, nonostante l’enorme pericolo, Olena è ancora al fianco del marito, assieme ai figli Aleksandra e Kiril: «Non cadrò nel panico. I miei bambini mi guardano e io resterò vicino a loro e a mio marito. E a tutti gli ucraini», ha detto lei. Coraggiosa quanto il marito Zelensky, che ha ribadito con forza: «Lasciare il Paese? No, io resto vicino al mio popolo».

La finzione, come si dice in questi casi, ha superato la realtà. Lui, che nel 2016 danzava sul palco di Ballando con le stelle, si ritrova ad affrontare una guerra spietata. Sulle spalle, la responsabilità più grande: la vita dei suoi concittadini. L’eroe dell’Ucraina, oggi, ha soltanto un sogno: che il suo popolo torni a sorridere come quando lo guardava far battute in tivù.

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